Produttori Italiani DOP, IGP, STG e PAT — Disciplinari, HACCP e Sanzioni

Guida operativa ai principali prodotti italiani a denominazione protetta. Per ogni scheda trovi il disciplinare di produzione, il Consorzio di Tutela, le caratteristiche organolettiche, i 3 CCP HACCP unici della filiera, l'etichettatura obbligatoria con logo e codice consorzio, le sanzioni per uso indebito ai sensi del Reg. UE 1151/2012 e 3 FAQ tecniche.

DOP, IGP, STG e PAT: differenze normative

Il Reg. UE 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari ha unificato la disciplina europea delle denominazioni geografiche e tradizionali, sostituendo il precedente Reg. CE 510/2006 e il Reg. CE 509/2006. Il regolamento istituisce tre regimi di tutela a livello UE — DOP, IGP e STG — ai quali si affianca, a livello nazionale italiano, il riconoscimento PAT introdotto dal D.Lgs. 173/1998 e gestito dal MIPAAF (oggi MASAF).

La DOP (Denominazione di Origine Protetta), ai sensi dell'art. 5 del Reg. UE 1151/2012, identifica un prodotto la cui qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono integralmente nella zona delimitata. Esempi: Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP. È il regime più rigoroso: ogni fase, dalla materia prima al confezionamento, deve avvenire nell'area indicata.

La IGP (Indicazione Geografica Protetta) richiede che almeno una delle fasi di produzione, trasformazione o elaborazione avvenga nella zona geografica delimitata, con qualità, reputazione o altre caratteristiche attribuibili a tale origine. Il vincolo territoriale è meno stringente rispetto alla DOP. Esempi: Olio EVO Toscano IGP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Pomodoro di Pachino IGP, Mortadella Bologna IGP, Limone Costa d'Amalfi IGP.

La STG (Specialità Tradizionale Garantita), disciplinata dal Titolo III del Reg. UE 1151/2012, non protegge l'origine geografica ma il metodo di produzione tradizionale e la composizione consolidata da almeno 30 anni. Chiunque, ovunque, può produrre una STG seguendo rigorosamente il disciplinare. Esempio emblematico: la Pizza Napoletana STG (Reg. UE 97/2010), che può essere prodotta in tutta Italia e nel mondo da operatori certificati che ne rispettano disciplinare e ricetta tradizionale.

I PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) sono un riconoscimento esclusivamente italiano introdotto dal D.Lgs. 173/1998 e dal DM 350/1999. L' elenco è gestito dal MASAF e aggiornato annualmente con proposte regionali. I PAT comprendono prodotti la cui lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate sul territorio in maniera omogenea da almeno 25 anni. Non sono protetti a livello UE, ma godono di deroghe igienico-sanitarie in materia di locali di produzione tradizionali (es. cantine in tufo, fienili). Esempi notevoli: Tartufo Bianco di Alba (Tuber magnatum Pico), molti formaggi di malga, salumi locali.

Per tutte le denominazioni UE (DOP, IGP, STG) la protezione dell'art. 13 del Reg. UE 1151/2012 è rafforzata: la denominazione è protetta contro qualsiasi uso commerciale diretto o indiretto, qualsiasi usurpazione, imitazione, evocazione anche con espressioni come «tipo», «stile», «alla maniera di», «sapore di», anche tradotte in altre lingue, e contro indicazioni fuorvianti su origine, natura o qualità essenziale del prodotto. Le sanzioni amministrative del D.Lgs. 297/2004, modificato dal D.Lgs. 4/2017, sono comprese tra €2.000 e €13.000 per uso non autorizzato. La contraffazione di indicazione geografica integra il reato di cui all'art. 517-quater c.p. (reclusione fino a 3 anni e multa fino a €20.000), e si cumula con l'art. 515 c.p. sulla frode in commercio.

Le autorità di vigilanza nazionali sono ICQRF (Ispettorato Centrale per la Tutela della Qualità e Repressione Frodi), Carabinieri NAS, Guardia di Finanza, in collaborazione con i Consorzi di Tutela riconosciuti dal MASAF. Sul piano comunitario, la Commissione UE e gli Stati membri cooperano per la repressione delle frodi, con strumenti come il sistema EU AGRI-Food Fraud Network e la piattaforma eAmbrosia per la registrazione delle DOP/IGP. I produttori certificati sono iscritti al sistema di controllo di un Organismo di Controllo (OdC) accreditato (es. CSQA, IFCQ, DNV) che effettua audit periodici e rilascia il certificato di conformità prima dell'immissione in commercio.

Categorie di prodotti

F

Formaggi DOP

Parmigiano Reggiano, Mozzarella di Bufala Campana e altri formaggi a denominazione protetta.

S

Salumi DOP/IGP

Prosciutto di Parma DOP, Mortadella Bologna IGP — disciplinari e HACCP della stagionatura.

O

Oli EVO IGP

Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP — frantoio, parametri analitici, panel test.

A

Aceti IGP

Aceto Balsamico di Modena IGP — fermentazione e affinamento in legno.

V

Ortofrutta DOP/IGP

Pomodoro di Pachino IGP, Limone Costa d'Amalfi IGP — post-raccolta e tracciabilità.

P

Pasta e prodotti da forno

Pizza Napoletana STG — disciplinare AVPN e cottura in forno a legna.

T

Tartufi e funghi

Tartufo Bianco di Alba PAT (Tuber magnatum) — raccolta, conservazione e vendita.

D

Dolci e dessert IGP (in arrivo)

Cannoli siciliani, cassata, panforte di Siena, pandoro di Verona — schede in lavorazione.

Schede in pubblicazione

I

Pesce e conserve ittiche (in arrivo)

Acciughe del Mar Ligure, Bottarga di Cabras, Cozze di Scardovari — prossime schede.

Schede in pubblicazione

Tutti i 10 prodotti DOP/IGP/STG/PAT

DOPFormaggi

Parmigiano Reggiano DOP

Guida operativa al Parmigiano Reggiano DOP: disciplinare, HACCP della stagionatura, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
DOPSalumi

Prosciutto di Parma DOP

Prosciutto di Parma DOP: disciplinare, HACCP della stagionatura, marchio Corona Ducale, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio del Prosciutto di Parma

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
DOPFormaggi

Mozzarella di Bufala Campana DOP

Mozzarella di Bufala Campana DOP: disciplinare, HACCP filatura, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
IGPOli

Olio EVO Toscano IGP

Olio EVO Toscano IGP: disciplinare, HACCP frantoio, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio per la Tutela dell'Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
IGPAceti

Aceto Balsamico di Modena IGP

Aceto Balsamico di Modena IGP: disciplinare, HACCP fermentazione, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
IGPOrtofrutta

Pomodoro di Pachino IGP

Pomodoro di Pachino IGP: disciplinare, HACCP post-raccolta, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
STGPasta e prodotti da forno

Pizza Napoletana STG

Pizza Napoletana STG: disciplinare AVPN, HACCP forno a legna, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN)

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
IGPSalumi

Mortadella Bologna IGP

Mortadella Bologna IGP: disciplinare, HACCP cottura, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
PATTartufi e funghi

Tartufo Bianco di Alba PAT

Tartufo Bianco di Alba PAT: disciplinare, HACCP raccolta-vendita, etichettatura, normativa.

Centro Nazionale Studi Tartufo (Alba)

Disciplinare, HACCP e etichettatura →
IGPOrtofrutta

Limone Costa d'Amalfi IGP

Limone Costa d'Amalfi IGP: disciplinare, HACCP post-raccolta, etichettatura, sanzioni Reg. UE 1151/2012.

Consorzio di Tutela Limone Costa d'Amalfi IGP

Disciplinare, HACCP e etichettatura →

Domande Frequenti

Qual è la differenza tra DOP, IGP, STG e PAT?

DOP (Denominazione di Origine Protetta) richiede che produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano integralmente nella zona delimitata, con caratteristiche dovute al territorio (Reg. UE 1151/2012 art. 5). IGP (Indicazione Geografica Protetta) richiede che almeno una fase produttiva avvenga nella zona, con qualità o reputazione legata al territorio. STG (Specialità Tradizionale Garantita) protegge il metodo tradizionale senza vincolo territoriale. PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) è il riconoscimento nazionale italiano del MIPAAF (D.Lgs. 173/1998) per prodotti con metodi tradizionali consolidati da almeno 25 anni, ma non è una protezione UE.

Quali sono le sanzioni per uso indebito di una denominazione DOP/IGP?

L'art. 13 Reg. UE 1151/2012 vieta uso commerciale, usurpazione, imitazione, evocazione (anche con "tipo", "stile", "alla maniera di") e indicazioni fuorvianti. Le sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 297/2004 (modificato dal D.Lgs. 4/2017) vanno da €2.000 a €13.000. In caso di reato di contraffazione si applica l'art. 517-quater c.p. (reclusione fino a 3 anni e multa fino a €20.000) e l'art. 515 c.p. (frode in commercio). Le autorità di vigilanza sono ICQRF, Carabinieri NAS, Guardia di Finanza, in collaborazione con i Consorzi di Tutela.

Devo registrare il manuale HACCP differenziato per produzione DOP/IGP?

Sì. I produttori certificati DOP/IGP/STG devono integrare il piano HACCP standard (Reg. CE 852/2004 e Reg. CE 853/2004 per prodotti di origine animale) con i CCP specifici della filiera certificata: stagionatura per i salumi, filatura per i formaggi a pasta filata, fermentazione per gli aceti, post-raccolta per ortofrutta. Il manuale deve documentare la conformità sia alle norme HACCP sia al disciplinare di prodotto, perché un'eventuale ispezione del Consorzio o dell'Organismo di Controllo verifica entrambi.

Posso esportare un prodotto DOP/IGP fuori dall'Unione Europea?

Sì, ma è necessario rispettare i requisiti del Paese di destinazione (etichettatura, certificati sanitari export, riconoscimento bilaterale della denominazione). L'UE ha negoziato accordi con Cina, Giappone, Canada, USA, Messico e altri Paesi per il riconoscimento reciproco di alcune DOP/IGP. Per i prodotti di origine animale è richiesto lo stabilimento riconosciuto export con bollo CE e specifico per il Paese terzo. Il manuale HACCP deve essere disponibile in lingua del Paese importatore.

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