Glossario HACCP — A-Z

Tutti i termini della sicurezza alimentare spiegati in italiano, con riferimenti normativi e cross-link enciclopedici. 115 definizioni aggiornate al 2026.

Concetti Base(16 termini)

Analisi dei Pericoli

Concetti Base

Processo sistematico di raccolta e valutazione delle informazioni sui pericoli (biologici, chimici, fisici, allergenici) associati a un alimento o a una fase di lavorazione. Costituisce il primo principio HACCP e serve a determinare quali pericoli sono significativi per la sicurezza alimentare e devono essere inclusi nel piano HACCP. Si valutano probabilità di accadimento e gravità delle conseguenze sulla salute. Per ogni pericolo significativo si definiscono misure di controllo che possono essere gestite tramite PRP, OPRP o CCP.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius CAC/RCP 1-1969

Aw (Water Activity)

Concetti Base

Attività dell'acqua: rapporto tra la pressione di vapore dell'acqua libera presente in un alimento e quella dell'acqua pura alla stessa temperatura. Varia da 0 a 1 e indica la quantità di acqua disponibile per la crescita microbica e le reazioni chimiche. Batteri patogeni come Salmonella richiedono Aw >0.95; Staphylococcus aureus cresce fino a 0.86; muffe e lieviti tolleranti l'essiccazione anche fino a 0.60. Il controllo dell'Aw è un parametro di shelf-life fondamentale per salumi stagionati, formaggi, conserve, prodotti da forno, snack disidratati. Spesso utilizzato come limite critico in CCP di stagionatura/essiccazione.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Shelf-life, pH, Conservante
Attività dell'acqua

Bolo

Concetti Base

Massa di cibo masticato e mescolato con saliva nella cavità orale, pronta a essere deglutita. Pur non essendo un termine HACCP in senso stretto, è rilevante nei piani di sicurezza alimentare per persone con disfagia (mense ospedaliere, RSA, scuole con bambini piccoli) dove le caratteristiche reologiche del bolo influenzano il rischio di soffocamento. La consistenza degli alimenti somministrati a soggetti vulnerabili va definita nel piano HACCP secondo la classificazione IDDSI.

Termini correlati: Pericolo Fisico

CCP (Punto Critico di Controllo)

Concetti Base

Critical Control Point: fase del processo produttivo in cui è essenziale applicare una misura di controllo per prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili un pericolo significativo per la sicurezza alimentare e per la quale il superamento del limite critico ne comprometterebbe il controllo. L'identificazione avviene tramite albero decisionale del Codex Alimentarius. Esempi tipici: cottura (eliminazione patogeni vegetativi), pastorizzazione, abbattimento termico, controllo metal detector, congelamento anti-Anisakis.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius CAC/RCP 1-1969
Termini correlati: Limite Critico, Monitoraggio, OPRP
Identificare i CCP

Filiera Corta

Concetti Base

Modello di approvvigionamento in cui il numero di intermediari tra produttore e consumatore è ridotto al minimo (vendita diretta, mercato contadino, GAS, km0). Comporta vantaggi in termini di tracciabilità (catena più semplice da ricostruire) ma richiede comunque all'OSA il rispetto di tutti gli obblighi HACCP, di etichettatura e di notifica sanitaria, anche se sono previste semplificazioni per i piccoli produttori (regimi 'piccoli quantitativi' Reg. CE 853/2004).

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004 · D.M. 26/3/2018
Termini correlati: Tracciabilità, OSA

Food Defense

Concetti Base

Insieme di misure preventive e di sicurezza per proteggere gli alimenti da contaminazioni intenzionali (sabotaggio, terrorismo, ricatto). Si distingue dalla Food Safety (contaminazioni accidentali) e dalla Food Fraud (motivazione economica). Richiede una valutazione delle vulnerabilità (TACCP - Threat Assessment Critical Control Points), controllo accessi, videosorveglianza, gestione del personale, sicurezza dei sistemi informatici. Standard come BRCGS Issue 9, IFS Food, FSSC 22000 includono requisiti specifici di food defense.

Riferimenti normativi: BRCGS Issue 9 · FSSC 22000 v6
Termini correlati: Food Fraud, BRC, FSSC 22000

Food Fraud

Concetti Base

Frode alimentare: adulterazione, sostituzione, diluizione, contraffazione di un alimento o ingrediente con motivazione economica. Esempi storici: scandalo del melamina nel latte cinese (2008), carne di cavallo venduta come bovino (2013), olio extravergine taroccato. Il VACCP (Vulnerability Assessment Critical Control Points) è la metodologia di analisi delle vulnerabilità della filiera. Gli standard BRCGS, IFS e FSSC 22000 richiedono un piano documentato di Food Fraud Mitigation.

Riferimenti normativi: BRCGS Issue 9 · IFS Food v8
Termini correlati: Food Defense, BRC, IFS
Frodi alimentari e VACCP

Food Safety Culture

Concetti Base

Cultura della sicurezza alimentare: insieme di valori, atteggiamenti e comportamenti condivisi all'interno dell'organizzazione riguardo alla sicurezza degli alimenti. Dal 2021 è un requisito esplicito del Reg. UE 2021/382 che modifica il Reg. CE 852/2004 e degli standard GFSI (BRC, IFS, FSSC 22000). Va misurata, comunicata, formata e migliorata. Indicatori tipici: leadership visibile, comunicazione bidirezionale, formazione continua, riconoscimento dei comportamenti corretti, gestione degli errori senza colpevolizzazione.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2021/382 · Reg. CE 852/2004 art.4
Termini correlati: PRP (Prerequisite Programme), BRC, IFS

GHP (Good Hygiene Practices)

Concetti Base

Buone Pratiche di Igiene: insieme di pratiche preventive che assicurano condizioni igieniche adeguate lungo tutta la catena alimentare. Comprendono igiene del personale, sanificazione delle attrezzature, manutenzione dei locali, controllo infestanti, gestione rifiuti, qualità dell'acqua. Costituiscono insieme alle GMP la base prerequisito su cui si innesta il sistema HACCP secondo il Codex Alimentarius. Sono codificate nell'allegato II del Reg. CE 852/2004.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius · Reg. CE 852/2004

GMP (Good Manufacturing Practices)

Concetti Base

Buone Pratiche di Fabbricazione: insieme di norme che garantiscono che i prodotti alimentari siano costantemente fabbricati e controllati secondo standard di qualità appropriati al loro uso previsto. Comprendono requisiti su personale, locali, attrezzature, materie prime, processo produttivo, controllo qualità, documentazione. Per gli integratori alimentari e i MOCA esistono GMP specifiche (Reg. UE 2023/2006 sui MOCA). Sono complementari alle GHP.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2023/2006
Termini correlati: GHP, MOCA, PRP

HACCP

Concetti Base

Hazard Analysis and Critical Control Points (Analisi dei Pericoli e Punti Critici di Controllo). Sistema di autocontrollo della sicurezza alimentare basato su sette principi codificati dal Codex Alimentarius (CAC/RCP 1-1969). Obbligatorio per tutti gli operatori del settore alimentare europeo dal Reg. CE 852/2004 (eccetto produttori primari). Si basa sulla prevenzione anziché sul controllo a fine processo: identifica i pericoli, definisce CCP, limiti critici, procedure di monitoraggio, azioni correttive, verifica e documentazione.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Codex Alimentarius
Termini correlati: CCP, PRP, Piano HACCP
HACCP cosa significa

Limite Critico

Concetti Base

Valore massimo o minimo di un parametro biologico, chimico o fisico che deve essere rispettato in un CCP per prevenire, eliminare o ridurre a un livello accettabile un pericolo significativo. Deve essere misurabile (temperatura, tempo, pH, Aw, concentrazione, presenza/assenza visiva). Va validato scientificamente. Esempi: 75°C per la cottura, ≤4°C per la conservazione, pH ≤4.6 per le conserve acide, F0 ≥3 minuti per le conserve sterilizzate, assenza di metallo per il metal detector.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius
Termini correlati: CCP, Monitoraggio, Validazione

OPRP (Operational Prerequisite Programme)

Concetti Base

Programma Prerequisito Operativo: misura di controllo o combinazione di misure di controllo applicata per prevenire o ridurre a livelli accettabili un pericolo significativo, identificata dall'analisi dei pericoli ma che non soddisfa i criteri di un CCP (es. il superamento del limite non comporta necessariamente perdita di controllo immediata). Concetto introdotto da ISO 22000:2005 e raffinato in ISO 22000:2018. Esempi tipici: controllo allergeni in cambio prodotto, sanificazione validata, controllo materie prime.

Riferimenti normativi: ISO 22000:2018
Termini correlati: CCP, PRP, ISO 22000

pH

Concetti Base

Misura logaritmica della concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione acquosa, da 0 (estremamente acido) a 14 (estremamente alcalino). È un parametro chiave di sicurezza alimentare: la maggior parte dei patogeni cresce a pH 4.6-9.0, mentre Clostridium botulinum non cresce a pH <4.6 (limite legale per le conserve acide). Il pH è spesso utilizzato come limite critico in CCP per conserve, salumi fermentati, prodotti acidificati. Va misurato con pHmetro calibrato.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005

PRP (Prerequisite Programme)

Concetti Base

Programma Prerequisito: condizioni e attività di base necessarie a mantenere un ambiente igienico lungo tutta la catena alimentare, appropriate alla produzione, manipolazione e fornitura di prodotti alimentari sicuri. I PRP sono il fondamento su cui si costruisce l'HACCP e includono: progettazione e manutenzione dei locali, pulizia e sanificazione, controllo infestanti, gestione rifiuti, qualità dell'acqua, igiene del personale, formazione, gestione fornitori, manutenzione attrezzature, controllo allergeni. Definiti da ISO/TS 22002-1 per la produzione e da Reg. CE 852/2004 allegato II.

Riferimenti normativi: ISO/TS 22002-1 · Reg. CE 852/2004
Termini correlati: OPRP, CCP, GHP, GMP

Shelf-life

Concetti Base

Vita commerciale di un alimento: periodo durante il quale, in condizioni di conservazione definite, il prodotto mantiene caratteristiche di sicurezza, qualità organolettica, nutrizionale e legale. Si esprime con TMC (Termine Minimo di Conservazione, 'da consumarsi preferibilmente entro') per prodotti stabili o data di scadenza ('da consumarsi entro') per prodotti deperibili. La determinazione richiede studi di shelf-life (prove di stabilità microbiologica, sensoriale, fisico-chimica) e va validata dall'OSA che la appone in etichetta.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1169/2011
Termini correlati: Etichettatura, Aw (Water Activity), pH
Calcolo della shelf-life

Normativa(21 termini)

Attestato HACCP

Normativa

Certificato che attesta il completamento di un corso di formazione obbligatorio sulla sicurezza alimentare e sui principi HACCP. È previsto dal Reg. CE 852/2004 e disciplinato a livello regionale: la durata, la frequenza di rinnovo (in genere 2-5 anni) e i contenuti minimi variano in base alle delibere regionali. Esistono tipicamente due livelli: addetto che manipola alimenti e responsabile dell'industria alimentare. La mancata formazione del personale comporta sanzioni amministrative e responsabilità in caso di tossinfezione.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 allegato II cap. XII · Accordo Stato-Regioni
Termini correlati: Responsabile HACCP, OSA
Quanto dura un attestato

Autorizzazione Sanitaria

Normativa

Provvedimento (oggi sostituito in molti casi dalla notifica/SCIA) con cui l'autorità sanitaria attestava la conformità di un'attività alimentare ai requisiti igienico-sanitari prima dell'avvio. Per le attività che producono alimenti di origine animale destinati al mercato comunitario è ancora richiesto il riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004 (bollo CE). Per le attività di sola somministrazione e vendita (bar, ristoranti, alimentari) è invece sufficiente la SCIA con notifica all'ASL.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Reg. CE 853/2004
Termini correlati: SCIA, Notifica Sanitaria, Marcatura CE

Codex Alimentarius

Normativa

Raccolta di standard internazionali, codici di buona pratica, linee guida e raccomandazioni adottata dalla Codex Alimentarius Commission, organismo intergovernativo istituito nel 1963 da FAO e OMS. I documenti del Codex sono il riferimento globale per la sicurezza alimentare e sono considerati base scientifica nei contenziosi WTO. Il documento CAC/RCP 1-1969 'General Principles of Food Hygiene' è il riferimento mondiale per il sistema HACCP. L'UE recepisce sostanzialmente i principi del Codex nei propri regolamenti.

Riferimenti normativi: CAC/RCP 1-1969
Termini correlati: HACCP, Analisi dei Pericoli, EFSA

Conservante

Normativa

Additivo alimentare utilizzato per prolungare la shelf-life inibendo la crescita di microrganismi alteranti o patogeni. Devono essere autorizzati ed elencati nel Reg. UE 1129/2011 con il loro numero E. Esempi: nitriti (E249-E250) negli insaccati contro botulino, sorbati (E200-E203) in panificazione contro muffe, solfiti (E220-E228) nei vini, benzoati (E210-E213) nelle bevande. La quantità massima utilizzabile (LMR) e le categorie di alimenti consentite sono fissate per ciascun additivo.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1129/2011

D.Lgs 193/2007

Normativa

Decreto Legislativo italiano del 6 novembre 2007 che recepisce la Direttiva 2004/41/CE e disciplina le sanzioni amministrative per le violazioni dei regolamenti europei in materia di igiene alimentare (Reg. CE 852/2004, 853/2004, 854/2004 oggi sostituito dal Reg. UE 2017/625). Le sanzioni vanno da poche centinaia a 60.000 euro per le violazioni più gravi. Esempio: la mancata implementazione delle procedure HACCP è punita con sanzione da 1.000 a 6.000 euro; assenza di formazione del personale 750-4.500 euro.

Riferimenti normativi: D.Lgs 193/2007
Termini correlati: Reg. CE 852/2004, ASL

DOP (Denominazione di Origine Protetta)

Normativa

Marchio europeo di qualità (Reg. UE 1151/2012) attribuito a prodotti agroalimentari le cui qualità o caratteristiche dipendono essenzialmente dall'ambiente geografico di origine, e la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono integralmente in una zona delimitata. Esempi italiani: Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP. Il rispetto del disciplinare è verificato da un organismo di controllo (OdC) autorizzato dal Mipaaf.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: IGP, STG, OdC

Etichettatura

Normativa

Insieme delle informazioni obbligatorie che devono accompagnare l'alimento al consumatore: denominazione, lista ingredienti con allergeni evidenziati, quantità netta, TMC/scadenza, condizioni di conservazione, nome e sede dell'OSA, paese d'origine, dichiarazione nutrizionale, lotto. Disciplinata dal Reg. UE 1169/2011 (FIC) e dal D.Lgs 231/2017 per le sanzioni. Un'etichettatura non conforme è una delle violazioni più contestate e può comportare ritiro/richiamo del prodotto e sanzioni fino a 16.000 euro.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1169/2011 · D.Lgs 231/2017
Termini correlati: Allergeni, Lotto, Tracciabilità
Etichettatura alimentare

IGP (Indicazione Geografica Protetta)

Normativa

Marchio europeo di qualità (Reg. UE 1151/2012) attribuito a prodotti agroalimentari di cui almeno una fase tra produzione, trasformazione o elaborazione avviene in una determinata zona geografica. Requisito meno stringente rispetto alla DOP. Esempi italiani: Bresaola della Valtellina IGP, Mortadella Bologna IGP, Pomodoro di Pachino IGP. Il rispetto del disciplinare è verificato da un OdC autorizzato dal Ministero dell'Agricoltura.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: DOP, STG, OdC

Lotto

Normativa

Insieme delle unità di vendita di un alimento prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. L'identificazione del lotto è obbligatoria (D.Lgs 109/1992 e Reg. UE 1169/2011) e va riportata in etichetta preceduta dalla lettera 'L', salvo i casi in cui il TMC/scadenza permette già di identificarlo. È elemento chiave della tracciabilità e della rintracciabilità: in caso di richiamo permette di circoscrivere il prodotto coinvolto.

Riferimenti normativi: D.Lgs 109/1992 · Reg. UE 1169/2011

Marcatura CE

Normativa

Bollo sanitario rilasciato dall'autorità competente agli stabilimenti di produzione di alimenti di origine animale (carni, pesce, latte, uova) riconosciuti ai sensi del Reg. CE 853/2004. Il bollo, di forma ovale, contiene il codice paese (IT) e il numero di riconoscimento dello stabilimento. È prerequisito per l'immissione sul mercato comunitario di tali prodotti. Va distinta dalla marcatura CE applicata a prodotti industriali (giocattoli, dispositivi medici) per la libera circolazione.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004
Termini correlati: Autorizzazione Sanitaria, OSA

MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti)

Normativa

Materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti durante la produzione, il trasporto, la conservazione, la preparazione o la somministrazione. Disciplinati dal Reg. CE 1935/2004 (quadro generale) e dal Reg. UE 2023/2006 (GMP MOCA). Devono essere inerti, non rilasciare sostanze in quantità superiori ai limiti di migrazione (LMS, LMG), riportare il logo della tazzina+forchetta o la dicitura 'per alimenti', essere accompagnati da Dichiarazione di Conformità (DoC).

Riferimenti normativi: Reg. CE 1935/2004 · Reg. UE 2023/2006
Termini correlati: GMP, Pericolo Chimico
MOCA cosa significa

Notifica Sanitaria

Normativa

Comunicazione obbligatoria che ogni OSA deve presentare all'autorità competente (ASL/SUAP) prima di iniziare l'attività ai sensi del Reg. CE 852/2004 art. 6. In Italia è generalmente integrata nella SCIA. Comprende dati identificativi dell'impresa, ubicazione, tipo di attività, prodotti trattati. Va aggiornata in caso di modifiche significative (cambio attività, ampliamento, cessazione). La mancata notifica comporta sanzioni amministrative e in alcune Regioni la chiusura dell'attività.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 art. 6 · D.Lgs 193/2007
Termini correlati: SCIA, ASL, OSA

OGM (Organismo Geneticamente Modificato)

Normativa

Organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo non naturale tramite ingegneria genetica. Negli alimenti UE l'autorizzazione all'immissione sul mercato è subordinata alla valutazione EFSA. Il Reg. CE 1829/2003 e 1830/2003 impongono etichettatura obbligatoria se OGM presenti >0.9% (soglia di tolleranza per contaminazione tecnicamente inevitabile). Sui mangimi vige obbligo analogo. Numerosi prodotti DOP/IGP italiani prevedono il divieto di OGM nei disciplinari.

Riferimenti normativi: Reg. CE 1829/2003 · Reg. CE 1830/2003
Termini correlati: EFSA, Etichettatura, Tracciabilità

Reg. CE 178/2002

Normativa

Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'EFSA e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare. Pilastri principali: principio di precauzione, responsabilità dell'OSA, tracciabilità (art. 18), obbligo di ritiro/richiamo (art. 19), obbligo di notifica all'autorità competente in caso di rischi. È la 'costituzione' della sicurezza alimentare europea.

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002

Reg. CE 852/2004

Normativa

Regolamento sull'igiene dei prodotti alimentari, applicabile a tutti gli operatori del settore alimentare europeo. Stabilisce requisiti generali di igiene per locali, attrezzature, personale, fornitura di acqua, formazione, controllo infestanti, gestione rifiuti. Impone l'obbligo di implementare procedure permanenti basate sui principi HACCP (art. 5) e l'obbligo di notifica delle attività all'autorità competente (art. 6). L'allegato II è il riferimento operativo per le buone pratiche igieniche.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004
Termini correlati: HACCP, GHP, PRP, Notifica Sanitaria

Rintracciabilità

Normativa

Capacità di ricostruire a ritroso, in caso di necessità, la storia di un prodotto alimentare risalendo dai prodotti finiti ai fornitori delle materie prime (one step back / one step forward). È l'attuazione operativa della tracciabilità ed è obbligatoria ai sensi del Reg. CE 178/2002 art. 18. Richiede registrazione di lotti, fornitori, clienti, quantità, date. Si verifica con esercitazioni periodiche di rintracciabilità (mock recall) entro tempi obiettivo (tipicamente 4 ore).

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 18

SCC (Standard Contractual Clauses GDPR)

Normativa

Standard Contractual Clauses: clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione Europea (Decisione 2021/914) per i trasferimenti di dati personali al di fuori dello Spazio Economico Europeo, ai sensi dell'art. 46 GDPR. Rilevanti per le imprese alimentari che utilizzano software cloud HACCP o di tracciabilità ospitati extra-UE (USA, Asia). Vanno integrate da una valutazione di impatto sui trasferimenti (TIA) post-Schrems II.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2016/679 GDPR · Decisione UE 2021/914
Termini correlati: Documentazione HACCP

SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Normativa

Procedura amministrativa che consente all'OSA di avviare immediatamente l'attività alimentare presentando una dichiarazione (corredata di documentazione) al SUAP del Comune, senza attendere l'autorizzazione preventiva. La SCIA integra la notifica sanitaria all'ASL. La PA ha 60 giorni per verificare i requisiti e, in caso di carenze, può sospendere l'attività. Si applica alla maggior parte delle attività di somministrazione, gastronomia, vendita; per alcuni stabilimenti è invece richiesto il riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004.

Riferimenti normativi: L. 241/1990 art. 19 · D.Lgs 222/2016
Termini correlati: Notifica Sanitaria, OSA, ASL

Sottoprodotti SOA

Normativa

Sottoprodotti di Origine Animale non destinati al consumo umano, classificati in tre categorie di rischio dal Reg. CE 1069/2009 e dal Reg. UE 142/2011: Cat. 1 (alto rischio, MSR-BSE, da incenerire), Cat. 2 (rischio medio, da trasformare), Cat. 3 (basso rischio, scarti di macellazione di animali sani, possono essere usati per mangimi e biogas). Per gli OSA è importante separare e smaltire correttamente i SOA secondo registrazione presso ASL e ditta autorizzata.

Riferimenti normativi: Reg. CE 1069/2009 · Reg. UE 142/2011
Termini correlati: BSE, OSA

STG (Specialità Tradizionale Garantita)

Normativa

Marchio europeo (Reg. UE 1151/2012) che tutela un prodotto agroalimentare ottenuto secondo un metodo di produzione, una trasformazione o una composizione tradizionale, indipendentemente dalla sua zona geografica. Esempi: Mozzarella STG, Pizza Napoletana STG. È il riconoscimento meno stringente rispetto a DOP e IGP perché non vincola alla zona di origine ma solo al metodo. Il rispetto del disciplinare è verificato da un OdC autorizzato.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: DOP, IGP, OdC

Tracciabilità

Normativa

Capacità di seguire la storia, l'applicazione o l'ubicazione di un alimento, mangime o ingrediente attraverso tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. Obbligatoria ai sensi del Reg. CE 178/2002 art. 18 con il principio 'one step back / one step forward'. Si realizza con sistemi di codifica dei lotti, registrazione di fornitori e clienti, documentazione di trasporto. È prerequisito per le procedure di ritiro e richiamo. Distinta dalla rintracciabilità (esercizio operativo della tracciabilità).

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 18
Tracciabilità alimentare

Microbiologia(11 termini)

Antibiotico-resistenza

Microbiologia

Capacità acquisita di alcuni microrganismi (batteri principalmente) di sopravvivere all'azione di antibiotici a cui erano originariamente sensibili. Rappresenta una delle principali minacce sanitarie globali secondo OMS e EFSA. Negli alimenti, la presenza di batteri antibiotico-resistenti (es. Salmonella, Campylobacter, E. coli ESBL) è monitorata sia negli animali da reddito sia nei prodotti finiti. Il Reg. UE 2019/6 limita l'uso veterinario di antimicrobici critici. Le imprese alimentari devono prevenire la diffusione tramite catena del freddo, sanificazione e cottura adeguata.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2019/6 · Piano Nazionale Contrasto AMR
Termini correlati: EFSA, Salmonella

Batteriocina

Microbiologia

Peptide o piccola proteina prodotta da alcuni batteri (in particolare lattici) con attività antimicrobica selettiva contro altri batteri, spesso filogeneticamente correlati. La nisina (E234) è la batteriocina più nota, autorizzata come conservante alimentare per formaggi fusi, derivati del latte e alcuni prodotti carnei. Le batteriocine rappresentano un'alternativa di biopreservazione ai conservanti chimici, particolarmente utili contro Listeria monocytogenes nei prodotti pronti al consumo (RTE).

Riferimenti normativi: Reg. UE 1129/2011

Biofilm

Microbiologia

Comunità strutturata di microrganismi adesi a una superficie e racchiusi in una matrice extracellulare di polisaccaridi, proteine e DNA. Nelle attività alimentari i biofilm si formano su superfici, attrezzature, tubazioni, guarnizioni e drenaggi, costituendo serbatoi persistenti di patogeni come Listeria monocytogenes, Pseudomonas, Salmonella. I batteri nel biofilm sono fino a 1000 volte più resistenti ai disinfettanti rispetto alle cellule planctoniche. La prevenzione richiede sanificazione meccanica regolare, smontaggio periodico delle attrezzature CIP e rotazione dei principi attivi disinfettanti.

Come eliminare i biofilm

Campylobacter

Microbiologia

Genere batterico (specie principali jejuni e coli) microaerofilo Gram-negativo, principale agente di gastroenterite batterica in Europa con oltre 220.000 casi confermati all'anno. Il serbatoio principale è il pollame, ma è presente anche in suini, bovini e latte crudo. La trasmissione avviene per cottura insufficiente di carni avicole o per contaminazione crociata tramite taglieri, mani e utensili. Si inattiva a 75°C al cuore. Dose infettiva molto bassa (poche centinaia di cellule). Reg. CE 2073/2005 ha introdotto un criterio di igiene di processo per le carcasse di pollo.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005

Clostridium botulinum

Microbiologia

Batterio Gram-positivo anaerobio sporigeno produttore della tossina botulinica. Le spore sono ubiquitarie (suolo, sedimenti) e termoresistenti. Cresce in ambienti anaerobici a pH >4.6 e Aw >0.94. Le strategie di controllo HACCP includono: acidificazione (sott'aceti), riduzione dell'Aw (essiccazione, salatura), trattamenti termici di sterilizzazione (F0 ≥3 minuti), refrigerazione <3°C per prodotti REPFED, uso di nitriti nei salumi. La tossina è termolabile a 85°C per 5 minuti.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Botulino, Sterilizzazione, pH

E. coli O157:H7

Microbiologia

Sierotipo enteroemorragico di Escherichia coli (STEC/EHEC) produttore di Shiga-tossina, responsabile di gravi gastroenteriti emorragiche e sindrome emolitico-uremica (SEU), particolarmente pericolosa nei bambini. Riserva principale: bovini. Veicoli alimentari: carne bovina cruda macinata, latte crudo, vegetali a foglia contaminati da reflui zootecnici. Dose infettiva molto bassa (10-100 cellule). Si inattiva a 75°C al cuore. Reg. CE 2073/2005 fissa criteri specifici per i germogli e le carni macinate.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: STEC, EFSA, Cottura al Cuore

Indicatore Microbiologico

Microbiologia

Microrganismo o gruppo di microrganismi la cui presenza o conteggio fornisce indicazioni sull'igiene di processo o sulla potenziale presenza di patogeni, anche quando questi non vengono ricercati direttamente. Esempi: Enterobacteriaceae come indicatori di igiene di processo nelle carni, E. coli come indicatore di contaminazione fecale, carica microbica totale come indicatore generale di alterabilità. Il Reg. CE 2073/2005 distingue 'criteri di sicurezza' (patogeni) e 'criteri di igiene di processo' (indicatori).

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Analisi Microbiologica, EFSA

Listeria monocytogenes

Microbiologia

Batterio Gram-positivo psicrotrofo (cresce a temperature di refrigerazione, fino a 0°C) ubiquitario nell'ambiente. Causa listeriosi, malattia invasiva grave con elevata letalità (20-30%) particolarmente pericolosa per donne in gravidanza (aborto, parto prematuro), neonati, anziani e immunodepressi. Veicoli alimentari principali: salumi, formaggi a pasta molle a latte crudo, salmone affumicato, prodotti pronti al consumo (RTE). Il Reg. CE 2073/2005 fissa il limite di 100 ufc/g nei prodotti pronti al consumo durante la shelf-life. Forma biofilm tenaci negli ambienti di lavorazione.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Biofilm, Catena del Freddo, Listeriosi

Microbioma

Microbiologia

Insieme dei microrganismi (batteri, lieviti, muffe, virus, archei) presenti in un ambiente specifico (alimento, intestino, suolo, stabilimento alimentare) e dei loro genomi. Negli ultimi anni le tecniche di metagenomica (NGS, 16S rRNA) hanno permesso la caratterizzazione del microbioma di alimenti fermentati, formaggi a latte crudo e ambienti di processo, aprendo nuove prospettive per la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti. Concetto distinto dal microbiota (insieme dei soli organismi viventi).

Termini correlati: Microbiologia, Biofilm

Patogeno

Microbiologia

Microrganismo capace di causare malattia nell'ospite. Nella sicurezza alimentare i patogeni più rilevanti sono: Salmonella spp., Listeria monocytogenes, Campylobacter jejuni, E. coli STEC, Clostridium botulinum, Clostridium perfringens, Bacillus cereus, Staphylococcus aureus (tossine), Yersinia enterocolitica, Cronobacter sakazakii (latte in polvere per neonati), Norovirus, virus dell'epatite A. Si distinguono in patogeni infettivi (causano malattia per moltiplicazione nell'ospite) e tossigeni (producono tossina nell'alimento).

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Tossinfezione, Pericolo Biologico

Salmonella

Microbiologia

Genere di batteri Gram-negativi enterobatteri responsabile di salmonellosi, una delle zoonosi alimentari più diffuse in Europa (oltre 60.000 casi confermati/anno). Le specie principali nell'alimentare sono S. enterica con i sierotipi Enteritidis e Typhimurium. Veicoli alimentari: uova crude o poco cotte, carni avicole, latte crudo, vegetali contaminati. Si inattiva a 75°C al cuore. Reg. CE 2073/2005 stabilisce assenza in 25 g per molte categorie di alimenti pronti al consumo.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005

Pericoli(14 termini)

Acrilamide

Pericoli

Composto chimico che si forma per reazione di Maillard negli alimenti ricchi di amido (pane, patate fritte, biscotti, caffè) durante la cottura ad alte temperature (>120°C) e in condizioni di bassa umidità. Classificato dall'IARC come probabile cancerogeno (gruppo 2A). Il Reg. UE 2017/2158 stabilisce livelli di riferimento e misure di mitigazione obbligatorie per gli operatori del settore alimentare, soprattutto panifici, pasticcerie, friggitorie e produttori di patate fritte. La riduzione si ottiene controllando temperatura, tempo, umidità degli impasti e selezione delle materie prime (varietà di patate a basso contenuto di zuccheri riducenti).

Riferimenti normativi: Reg. UE 2017/2158
Termini correlati: Pericolo Chimico, EFSA
Mitigazione acrilamide

Anisakis

Pericoli

Nematode parassita presente in numerose specie di pesci marini (aringa, sgombro, acciuga, merluzzo, salmone, totano) e cefalopodi. L'ingestione di larve vive provoca anisakiasi, patologia gastrointestinale con sintomi che vanno dal dolore addominale acuto a reazioni allergiche gravi. Il Reg. CE 853/2004 obbliga al congelamento preventivo del pesce destinato al consumo crudo o praticamente crudo (carpaccio, sushi, marinato, affumicato a freddo) a -20°C per almeno 24 ore o a -35°C per almeno 15 ore al cuore del prodotto. Esenzione per acquacoltura controllata e specie con assenza scientificamente dimostrata.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004 allegato III sez. VIII
Termini correlati: Pericolo Biologico, Surgelazione
Procedura anti-Anisakis

Botulino (Clostridium botulinum)

Pericoli

Batterio Gram-positivo anaerobio sporigeno produttore della tossina botulinica, una delle sostanze più tossiche conosciute. Cresce in alimenti a basso ossigeno: conserve sott'olio o sott'acqua artigianali, sottovuoto, salumi, miele (rischio per neonati). I CCP per il controllo sono: pH <4.6, Aw <0.94, sterilizzazione a F0 ≥3 minuti per le conserve commerciali, conservazione refrigerata <3°C per alimenti REPFED. La tossina è termolabile (inattivata a 85°C per 5 minuti) ma le spore sono termoresistenti.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005 · Linee guida ISS conserve domestiche

BSE (Encefalopatia Spongiforme Bovina)

Pericoli

Malattia neurodegenerativa del bovino causata da prioni, agenti proteici trasmissibili. La forma umana correlata è la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCJD). Per prevenirne la diffusione, l'UE ha introdotto il sistema dei Materiali Specifici a Rischio (MSR) che devono essere rimossi dalla carcassa e distrutti, il divieto di farine animali nei mangimi per ruminanti e la sorveglianza attiva sui bovini macellati. Il Reg. CE 999/2001 disciplina l'intera materia delle TSE.

Riferimenti normativi: Reg. CE 999/2001
Termini correlati: Sottoprodotti SOA, Tracciabilità

Contaminazione Crociata

Pericoli

Trasferimento involontario di microrganismi patogeni, allergeni o sostanze chimiche da un alimento, superficie o operatore a un altro alimento. Può essere diretta (contatto tra alimento crudo e cotto) o indiretta (mediata da utensili, taglieri, mani, abbigliamento, panni, aria). È una delle cause più frequenti di tossinfezioni nei servizi di ristorazione. La prevenzione si basa su: separazione fisica e temporale dei flussi, codifica colori dei taglieri, sanificazione tra preparazioni diverse, igiene del personale, gestione dedicata degli allergeni.

Prevenire la cross-contaminazione

Cross-contamination

Pericoli

Termine inglese equivalente a 'contaminazione crociata'. Indica il trasferimento di pericoli (microbiologici, chimici, allergenici) da una matrice contaminata a una sicura. Nel contesto degli standard internazionali (BRC, IFS, FSSC 22000) il controllo della cross-contamination è un requisito chiave del Food Safety Plan e include progettazione di flussi unidirezionali, separazione zone alto/basso rischio, gestione del personale e degli utensili.

Termini correlati: Contaminazione Crociata, BRC, IFS

Istamina

Pericoli

Ammina biogena che si accumula nella muscolatura di alcune specie ittiche (sgombridi, scombridi, scombresocidi: tonno, sgombro, sardina, alice) per decarbossilazione dell'istidina ad opera di batteri psicrotrofi (Morganella, Photobacterium) quando la catena del freddo non è rigorosa. È termostabile e non viene inattivata da cottura, salatura o fumatura. Causa la sindrome sgombroide (sintomi pseudo-allergici: orticaria, edema, ipotensione). Il Reg. CE 2073/2005 fissa limiti microbiologici (100-200 mg/kg). La prevenzione è la sola refrigerazione rigorosa <2°C dalla cattura.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Istamina nel pesce

Listeriosi

Pericoli

Malattia infettiva causata da Listeria monocytogenes. Periodo di incubazione lungo (3-70 giorni) che rende difficile la ricostruzione del veicolo. Forme cliniche: gastroenterite febbrile lieve negli individui sani, listeriosi invasiva (setticemia, meningite, meningoencefalite) negli immunocompromessi, listeriosi neonatale e materno-fetale. Letalità del 20-30%. Negli ultimi anni epidemie significative in UE legate a salami, prosciutti, formaggi e vegetali surgelati. È a notifica obbligatoria.

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005
Termini correlati: Listeria monocytogenes, EFSA

Micotossina

Pericoli

Metabolita secondario tossico prodotto da muffe (Aspergillus, Fusarium, Penicillium) durante la coltivazione o lo stoccaggio di alimenti vegetali. Le principali sono: aflatossine (cancerogene, in arachidi, mais, frutta secca, latte), ocratossina A (cereali, caffè, vino, salumi), patulina (mele e succhi), deossinivalenolo (DON, frumento), zearalenone, fumonisine. I limiti massimi sono fissati dal Reg. UE 2023/915 (che ha sostituito il Reg. CE 1881/2006). Sono termostabili e non eliminate dalla cottura. La prevenzione richiede controllo umidità in stoccaggio e selezione delle materie prime.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2023/915

Patologia Alimentare

Pericoli

Malattia trasmessa da alimenti o acqua contaminata. Si distinguono: tossinfezioni (ingestione di alimento contenente patogeni vivi che si moltiplicano nell'ospite, es. salmonellosi), intossicazioni alimentari (ingestione di tossine preformate nell'alimento, es. botulino, stafilococcica), infestazioni parassitarie (anisakiasi, taeniasi, toxoplasmosi). In Italia sono soggette a notifica ai sensi del DM 15/12/1990 e l'EFSA pubblica annualmente il rapporto europeo sulle zoonosi.

Riferimenti normativi: DM 15/12/1990 · EFSA Zoonoses Report
Termini correlati: Tossinfezione, Patogeno, EFSA

Pericolo Biologico

Pericoli

Categoria di pericolo HACCP che comprende microrganismi patogeni (batteri, virus, parassiti, prioni) e relative tossine in grado di causare malattia. Sono i pericoli più frequenti nelle attività di ristorazione e produzione alimentare. La gestione si basa su catena del freddo, cottura adeguata, igiene del personale, separazione crudo/cotto, sanificazione, controllo fornitori. Esempi: Salmonella, Listeria, Campylobacter, E. coli STEC, Norovirus, Anisakis, BSE.

Pericolo Chimico

Pericoli

Categoria di pericolo HACCP che comprende sostanze chimiche capaci di causare danni alla salute: micotossine, pesticidi, metalli pesanti (Pb, Cd, Hg, As), residui di farmaci veterinari, allergeni, additivi non autorizzati o in eccesso, contaminanti da MOCA, residui di detergenti e disinfettanti, contaminanti da processo (acrilamide, IPA, MCPD). I limiti massimi sono fissati da regolamenti specifici (Reg. UE 2023/915 contaminanti, Reg. CE 396/2005 pesticidi).

Riferimenti normativi: Reg. UE 2023/915 · Reg. CE 396/2005
Termini correlati: Allergeni, Micotossina, Acrilamide, MOCA

Pericolo Fisico

Pericoli

Categoria di pericolo HACCP che comprende corpi estranei capaci di causare danno fisico se ingeriti: vetro, metallo, plastica dura, ossa, frammenti di legno, pietre, capelli, gioielli, parti di insetti. Le misure di controllo includono: ispezioni visive, vagliatura, magneti, metal detector, X-ray, divieto di vetro nelle aree di produzione, gestione vetri/plastiche fragili (procedura glass policy), divieto di gioielli al personale.

Tossinfezione

Pericoli

Malattia alimentare causata dall'ingestione di alimenti contaminati da microrganismi patogeni che si moltiplicano nell'ospite e producono tossine in vivo, oppure da tossine già preformate nell'alimento. Sintomi tipici: gastroenterite, vomito, diarrea, febbre, comparsa entro ore o giorni a seconda dell'agente. Sono soggette a notifica obbligatoria ai sensi del DM 15/12/1990 e nei casi di focolai (>2 casi correlati) viene attivata l'indagine epidemiologica congiunta ASL/SIAN/Veterinaria.

Riferimenti normativi: DM 15/12/1990
Termini correlati: Patogeno, Patologia Alimentare, SIAN
Tossinfezioni alimentari

Allergeni(3 termini)

Allergeni

Allergeni

I 14 allergeni alimentari maggiori che devono essere obbligatoriamente dichiarati al consumatore secondo l'allegato II del Regolamento UE 1169/2011: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti (>10 mg/kg), lupini, molluschi. Per gli alimenti sfusi (ristorazione, gastronomia, panifici) l'informazione deve essere fornita per iscritto su menu, registri o cartellini. La gestione degli allergeni è un PRP critico: include separazione delle materie prime, sanificazione tra preparazioni diverse, formazione del personale.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1169/2011 allegato II · D.Lgs 231/2017
I 14 allergeni

Celiachia

Allergeni

Malattia autoimmune cronica scatenata dall'ingestione di glutine, frazione proteica di frumento, segale, orzo, farro, kamut e relativi ibridi. In Italia è disciplinata dalla Legge 123/2005 e colpisce circa l'1% della popolazione. La gestione HACCP del senza glutine richiede flussi di lavorazione separati, sanificazione validata, formazione del personale, etichettatura conforme al Reg. UE 828/2014 (claim 'senza glutine' = ≤20 ppm; 'a basso contenuto di glutine' = ≤100 ppm). Le mense scolastiche e ospedaliere sono obbligate a fornire pasti senza glutine ai pazienti diagnosticati.

Riferimenti normativi: Legge 123/2005 · Reg. UE 828/2014
Termini correlati: Allergeni, Cross-Contaminazione
HACCP senza glutine

Solfiti

Allergeni

Famiglia di conservanti antimicrobici e antiossidanti (E220-E228: anidride solforosa e suoi sali) ampiamente utilizzati in vino, frutta secca, prodotti a base di patate, baccalà ammollato, succhi. Rientrano tra i 14 allergeni maggiori del Reg. UE 1169/2011 e devono essere dichiarati se presenti in concentrazione superiore a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2 totale. Possono provocare reazioni asmatiche in soggetti sensibili.

Riferimenti normativi: Reg. UE 1169/2011 · Reg. UE 1129/2011
Termini correlati: Allergeni, Conservante, Etichettatura

Certificazioni(7 termini)

BRC (BRCGS)

Certificazioni

Brand Reputation Compliance Global Standards: standard di certificazione volontario sviluppato originariamente dal British Retail Consortium nel 1998 e oggi riconosciuto a livello globale (GFSI). Il BRCGS Food Safety è richiesto da molti grandi distributori per l'approvvigionamento di marca commerciale (private label). Valuta sistema HACCP, sistema di gestione della qualità, standard di stabilimento, controllo del prodotto, dei processi e del personale. Le certificazioni vengono rilasciate per livelli (AA, A, B, C, D) in base alle non conformità rilevate.

Riferimenti normativi: BRCGS Food Safety Issue 9
Termini correlati: IFS, GFSI, ISO 22000
Certificazione BRC

Certificazione

Certificazioni

Procedura con cui un organismo terzo accreditato (OdC) attesta la conformità di un sistema, prodotto o processo a uno standard riconosciuto. Per le imprese alimentari le certificazioni più rilevanti sono ISO 22000, BRCGS, IFS, FSSC 22000 (tutte riconosciute GFSI). La certificazione non sostituisce gli obblighi di legge ma è spesso richiesta dalla GDO e dai grandi clienti. Il ciclo prevede audit iniziale, sorveglianza annuale, ricertificazione triennale.

Riferimenti normativi: ISO 17021 · GFSI Benchmark
Termini correlati: BRC, IFS, ISO 22000, FSSC 22000

GFSI (Global Food Safety Initiative)

Certificazioni

Iniziativa privata fondata nel 2000 dai principali operatori della GDO globale (Consumer Goods Forum) con l'obiettivo di armonizzare gli standard di sicurezza alimentare. GFSI non rilascia certificazioni ma riconosce ('benchmark') gli schemi che soddisfano i propri requisiti. Gli standard GFSI-recognized più diffusi sono BRCGS, IFS, FSSC 22000, SQF. Per molti grandi clienti (catene di distribuzione, multinazionali) la certificazione GFSI è prerequisito di fornitura.

Riferimenti normativi: GFSI Benchmarking Requirements
Termini correlati: BRC, IFS, ISO 22000, FSSC 22000

Halal

Certificazioni

Termine arabo che significa 'lecito' secondo la legge islamica (Sharia). Nell'industria alimentare Halal indica prodotti conformi alle prescrizioni religiose musulmane: divieto di carne suina e derivati, divieto di alcol, macellazione rituale (dhabiha) con animale rivolto verso La Mecca, sgozzato da un musulmano con invocazione del nome di Allah. Esistono numerosi enti di certificazione Halal a livello nazionale e internazionale (Halal Italia, HFCE, JAKIM). La gestione della filiera Halal richiede separazione totale da prodotti non-Halal e personale formato.

Termini correlati: Kosher, Certificazione, OdC

IFS (International Featured Standards)

Certificazioni

Standard internazionale di certificazione della sicurezza e qualità alimentare nato nel 2003 dall'iniziativa congiunta della GDO tedesca, francese e italiana, oggi riconosciuto GFSI. La versione corrente è IFS Food v8 (2023). Valuta governance del food safety system, food safety plan HACCP, sistema qualità, gestione delle risorse, processi operativi, misurazioni e analisi. Ampiamente richiesto dai retailer europei come prerequisito di fornitura. Esistono standard IFS specifici anche per logistica (IFS Logistics), broker (IFS Broker), HPC.

Riferimenti normativi: IFS Food v8
Termini correlati: BRC, GFSI, ISO 22000
Certificazione IFS

ISO 22000

Certificazioni

Standard internazionale ISO che specifica i requisiti per un sistema di gestione della sicurezza alimentare (FSMS) applicabile a qualsiasi organizzazione della filiera, dal produttore primario alla ristorazione e al packaging. Combina i principi HACCP del Codex con un sistema di gestione strutturato secondo l'High Level Structure (allineato a ISO 9001, 14001, 45001). La versione attuale è ISO 22000:2018. Da sola non è riconosciuta GFSI, ma lo è la sua estensione FSSC 22000 (ISO 22000 + ISO/TS 22002).

Riferimenti normativi: ISO 22000:2018
Termini correlati: FSSC 22000, BRC, IFS, HACCP
ISO 22000 cosa è

Kosher

Certificazioni

Termine ebraico che significa 'idoneo, conforme' alle leggi alimentari ebraiche (kashrut). Implica: divieto di alcuni animali (suino, crostacei, molluschi), separazione di carne e latticini (preparazione, conservazione, consumo), macellazione rituale (shechità) eseguita da uno shochet, supervisione rabbinica continuativa nello stabilimento. La certificazione kosher è rilasciata da rabbinati o agenzie come OU, OK, Star-K. Comporta segregazione di linee, attrezzature e personale.

Termini correlati: Halal, Certificazione

Soggetti e Ruoli(8 termini)

ASL (Azienda Sanitaria Locale)

Soggetti e Ruoli

Ente pubblico territoriale del Servizio Sanitario Nazionale responsabile dei controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare nelle attività del proprio territorio. Effettua ispezioni HACCP programmate e a seguito di segnalazioni o intossicazioni, prelievi, audit di sistema e accerta le non conformità ai sensi del Reg. UE 2017/625. È l'autorità competente che riceve le notifiche di registrazione delle attività alimentari (SCIA) e che concede i riconoscimenti sanitari per gli stabilimenti soggetti al Reg. CE 853/2004.

Riferimenti normativi: Reg. UE 2017/625 · D.Lgs 502/1992
Termini correlati: NAS, SIAN, Notifica Sanitaria

EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare)

Soggetti e Ruoli

European Food Safety Authority: agenzia indipendente dell'UE con sede a Parma, istituita dal Reg. CE 178/2002. Fornisce pareri scientifici e consulenza tecnica alla Commissione, al Parlamento e agli Stati membri sui rischi alimentari (esistenti ed emergenti), additivi, pesticidi, OGM, salute e benessere animale. Pubblica annualmente il rapporto EFSA-ECDC sulle zoonosi e sui focolai di tossinfezione alimentare. I suoi pareri sono alla base della legislazione UE in materia alimentare.

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002

Fattoria Didattica

Soggetti e Ruoli

Azienda agricola accreditata regionalmente che svolge attività educative aperte al pubblico (scolaresche, famiglie) e somministra pasti preparati con i propri prodotti. Il piano HACCP della fattoria didattica deve gestire la specifica criticità della contemporanea presenza di animali, visitatori e produzione alimentare, prevedendo igiene del visitatore (lavamani all'ingresso/uscita area animali), separazione percorsi, gestione allergeni, etichettatura prodotti dell'azienda.

Termini correlati: OSA, PRP (Prerequisite Programme)

NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanità)

Soggetti e Ruoli

Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, articolato in nuclei territoriali, che effettua controlli sulla sicurezza e qualità degli alimenti, sulla sanità pubblica e sulle frodi alimentari. Operano spesso in coordinamento con ASL, ARPA e Procure della Repubblica. Le ispezioni NAS hanno tipicamente carattere giudiziario e possono comportare sequestri amministrativi e penali, sanzioni e segnalazioni all'autorità giudiziaria. Sono particolarmente attivi nei controlli su filiere a rischio frode (olio EVO, vino, prodotti DOP/IGP).

Termini correlati: ASL, SIAN, Food Fraud

OdC (Organismo di Controllo)

Soggetti e Ruoli

Ente terzo indipendente, accreditato secondo ISO 17065 (per certificazione di prodotto) o ISO 17021 (per sistemi di gestione), incaricato di verificare la conformità di prodotti, processi o sistemi a specifici disciplinari o standard. Per i prodotti DOP/IGP/STG e biologici, l'OdC è autorizzato dal Ministero dell'Agricoltura e iscritto nell'apposito albo. Per le certificazioni volontarie (BRC, IFS, ISO 22000) gli OdC operano sotto accreditamento di Accredia.

Riferimenti normativi: ISO 17065 · ISO 17021
Termini correlati: DOP, IGP, BRC, Certificazione

OSA (Operatore del Settore Alimentare)

Soggetti e Ruoli

Persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto della legislazione alimentare nell'impresa alimentare sotto il suo controllo (Reg. CE 178/2002 art. 3). Ogni impresa alimentare deve avere un OSA che è il referente verso le autorità competenti, responsabile del sistema HACCP, della tracciabilità, dell'etichettatura, della formazione del personale e di eventuali ritiri/richiami. La responsabilità dell'OSA è oggettiva e non delegabile.

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002
Termini correlati: Responsabile HACCP, ASL

SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione)

Soggetti e Ruoli

Servizio del Dipartimento di Prevenzione delle ASL competente per la sicurezza alimentare, l'igiene e la nutrizione. Effettua controlli ufficiali su attività di produzione, preparazione, vendita e somministrazione di alimenti di origine non animale, valuta i piani HACCP, partecipa alle indagini epidemiologiche su tossinfezioni, rilascia pareri su SCIA e progetti edilizi di attività alimentari. Per gli alimenti di origine animale è invece competente il Servizio Veterinario.

Termini correlati: ASL, Notifica Sanitaria, Tossinfezione

Vending

Soggetti e Ruoli

Settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande tramite distributori automatici. Disciplinato dal Reg. CE 852/2004 e dalle normative regionali. Le imprese di vending devono presentare notifica sanitaria, applicare HACCP (igiene macchine, temperature, scadenze, sanificazione), garantire formazione del personale di rifornimento e tracciabilità dei prodotti. I distributori automatici di alimenti freschi (panini, insalate) richiedono refrigerazione costante e controllo TMC/scadenze.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004
Termini correlati: HACCP, OSA, Notifica Sanitaria

Procedure(14 termini)

Analisi Microbiologica

Procedure

Test di laboratorio finalizzati a verificare la presenza, l'assenza o il livello di contaminazione di microrganismi patogeni o indicatori (Salmonella, Listeria, E. coli, Enterobacteriaceae, carica microbica totale) negli alimenti o sulle superfici a contatto. Costituiscono uno strumento di verifica del piano HACCP e sono richieste anche dal Reg. CE 2073/2005 sui criteri microbiologici. Vanno effettuate da laboratori accreditati ISO 17025 secondo metodi validati (ISO, AOAC).

Riferimenti normativi: Reg. CE 2073/2005 · ISO 17025

Audit Interno HACCP

Procedure

Verifica sistematica e indipendente effettuata internamente all'impresa alimentare per valutare la conformità del sistema HACCP ai requisiti pianificati e la sua efficacia operativa. Va programmato con frequenza definita (tipicamente almeno annuale), condotto da auditor formati e indipendenti dall'attività auditata, e documentato in un rapporto contenente non conformità, osservazioni e raccomandazioni. È prerequisito per le certificazioni ISO 22000, BRC e IFS.

Riferimenti normativi: ISO 19011 · ISO 22000
Termini correlati: Verifica, Non Conformità, ISO 22000

Azione Correttiva

Procedure

Quinto principio HACCP. Qualsiasi azione da intraprendere quando il monitoraggio di un CCP indica una perdita di controllo, ovvero il superamento di un limite critico. Comprende sia la correzione immediata (gestione del prodotto non conforme: distruzione, riprocessazione, declassamento, blocco) sia l'azione correttiva sulla causa radice (revisione delle procedure, manutenzione, formazione) per evitare il ripetersi del problema. Va sempre registrata indicando data, prodotto, deviazione, decisione presa e responsabile.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius · Reg. CE 852/2004

FIFO / FEFO

Procedure

First In First Out / First Expired First Out. Regole di rotazione delle scorte fondamentali per la gestione del magazzino alimentare. FIFO movimenta i prodotti in base alla data di entrata, FEFO in base alla data di scadenza/TMC. FEFO è preferibile per evitare l'utilizzo di prodotti più vicini alla scadenza pur essendo entrati successivamente. La rotazione corretta è un PRP che riduce il rischio di utilizzo di prodotti scaduti o degradati. Va supportata da identificazione chiara dei lotti e da procedure di stoccaggio.

Rotazione magazzino FIFO/FEFO

Frollatura

Procedure

Processo di maturazione delle carni a temperatura controllata (0-4°C) e umidità relativa 70-85% per intervalli che variano da pochi giorni a oltre 60 giorni (dry-aging). Migliora tenerezza e aromi grazie all'azione degli enzimi proteolitici endogeni. Costituisce un punto critico HACCP per il rischio di crescita di Listeria, Pseudomonas e muffe; richiede stretto controllo di temperatura, umidità, ricambio d'aria, igiene della cella e pulizia delle carcasse.

MAP (Atmosfera Modificata)

Procedure

Modified Atmosphere Packaging: tecnica di confezionamento che sostituisce l'aria all'interno della confezione con una miscela gassosa controllata (tipicamente N2, CO2, O2 in proporzioni variabili) per estendere la shelf-life. Inibisce la crescita di microrganismi aerobi alteranti e rallenta i processi ossidativi. Ampiamente usata per carni fresche, salumi, formaggi, prodotti da forno, IV gamma. Va distinta dal sottovuoto (rimozione totale aria) e dall'EMAP (atmosfera modificata equilibrata, con film semi-permeabili).

Monitoraggio

Procedure

Quarto principio HACCP. Sequenza pianificata e documentata di osservazioni o misurazioni di parametri di controllo per valutare se un CCP è sotto controllo. Definisce: cosa monitorare (parametro), come (metodo, strumento), quando (frequenza), chi (responsabile). Il monitoraggio deve essere in grado di rilevare le perdite di controllo e fornire informazioni in tempo per intraprendere le azioni correttive. Va sempre registrato.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius
Termini correlati: CCP, Limite Critico, Azione Correttiva

Non Conformità

Procedure

Mancato rispetto di un requisito specifico, che sia di legge, di norma volontaria, di capitolato cliente o di procedura interna. Le non conformità HACCP si distinguono in critiche (deviazioni di CCP, rischio diretto sicurezza alimentare), maggiori e minori. Vanno registrate, classificate, gestite con azioni di correzione (sul prodotto) e azioni correttive (sulla causa), verificate per efficacia e chiuse formalmente. Il numero e la tipologia di NC sono indicatori chiave del sistema HACCP.

Pastorizzazione

Procedure

Trattamento termico a temperature inferiori a 100°C finalizzato all'inattivazione dei patogeni vegetativi e alla riduzione della carica microbica alterante. Tre forme principali: LTLT (63°C/30 min), HTST (72-75°C/15-20 sec), pastorizzazione alta (85-95°C/pochi sec) per prodotti acidi. La pastorizzazione non elimina le spore: il prodotto richiede comunque conservazione refrigerata. Si applica a latte, succhi, bevande, base gelato, prodotti d'uovo, REPFED.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004
Termini correlati: Sterilizzazione, HTST, UHT
Pastorizzazione del latte

Quarantena Alimenti

Procedure

Procedura di isolamento fisico (o etichettatura 'in attesa') di un lotto di prodotti in attesa di esito di analisi, decisione gestionale o accertamento di non conformità. Consente di prevenire l'utilizzo o la spedizione di prodotti potenzialmente non conformi. Va supportata da identificazione chiara, registrazione, area dedicata e procedure di rilascio o smaltimento. È un PRP nelle realtà strutturate e nelle certificazioni BRC/IFS.

Richiamo Alimentare

Procedure

Procedura attivata quando un prodotto non sicuro ha già raggiunto il consumatore finale e occorre informarlo per recuperare il prodotto. Si distingue dal ritiro dal mercato (riguarda prodotto ancora nei canali di distribuzione). Obbligo previsto dal Reg. CE 178/2002 art. 19. Le aziende devono dotarsi di una procedura di richiamo, con sistema di rintracciabilità testato (mock recall), comunicazione al consumatore (avvisi in negozio, stampa, sito ministeriale) e all'autorità competente.

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 19
Procedura di richiamo

Ritiro dal Mercato

Procedure

Procedura di rimozione dai canali di commercializzazione di un alimento che non soddisfa i requisiti di sicurezza, prima che raggiunga il consumatore finale. Distinto dal richiamo (che si applica quando il prodotto è già presso i consumatori). Obbligatorio ai sensi del Reg. CE 178/2002 art. 19. Va comunicato all'autorità competente. Il sistema RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) gestisce le notifiche transfrontaliere.

Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 19

Tampone Microbiologico

Procedure

Prelievo di superficie effettuato con tampone sterile (cotton swab, spugnetta) per verificare l'efficacia della sanificazione e la presenza/assenza di microrganismi indicatori (carica microbica totale, Enterobacteriaceae, Listeria spp.). Va eseguito su superfici a contatto e non a contatto con gli alimenti, con piano di campionamento mirato (zona 1-2-3-4 secondo standard internazionali). Risultato analitico fornisce evidenza di efficacia del piano di sanificazione e va trattato come verifica del PRP.

Riferimenti normativi: ISO 18593 · Reg. CE 2073/2005

Verifica HACCP

Procedure

Sesto principio HACCP: applicazione di metodi, procedure, test e altre valutazioni, oltre al monitoraggio, per determinare la conformità al piano HACCP e l'efficacia del sistema. Si distingue dalla validazione (verifica iniziale che le misure di controllo siano scientificamente in grado di gestire il pericolo). Le attività di verifica includono: revisione registri, analisi microbiologiche, audit interni, calibrazione strumenti, revisione delle non conformità. Va effettuata con frequenza definita e documentata.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius

Documentazione(6 termini)

Capitolato

Documentazione

Documento contrattuale che definisce specifiche tecniche, qualitative, igieniche e di sicurezza alimentare richieste dal cliente al fornitore. In ambito HACCP, il capitolato di fornitura include criteri microbiologici, parametri chimico-fisici, requisiti di etichettatura e tracciabilità, certificazioni richieste (BRC, IFS, ISO 22000), procedure di gestione delle non conformità. È un PRP fondamentale per il controllo dei fornitori e va aggiornato periodicamente. Spesso richiesto nelle gare d'appalto pubbliche per ristorazione collettiva, scolastica e ospedaliera.

Diagramma di Flusso

Documentazione

Rappresentazione grafica sequenziale di tutte le fasi e operazioni del processo produttivo di un alimento, dalla ricezione delle materie prime alla spedizione/somministrazione. Costituisce il punto di partenza dell'analisi dei pericoli HACCP (passo 4-5 del Codex). Deve includere ingressi e uscite, parametri di processo (tempi, temperature, pH), riprocessazioni e flussi di rifiuti. Va validato in campo dal team HACCP per verificarne la corrispondenza con le operazioni reali.

Riferimenti normativi: Codex Alimentarius
Termini correlati: Piano HACCP, Analisi dei Pericoli

Documentazione HACCP

Documentazione

Settimo principio HACCP. Insieme di procedure, istruzioni, registri e moduli che documentano la progettazione, l'implementazione e la sorveglianza del sistema. Comprende: manuale HACCP (descrizione del sistema), procedure operative (PRP, sanificazione, DDD, formazione), registri di monitoraggio, azioni correttive, verifiche, audit. Deve essere accessibile, aggiornata e conservata per il tempo richiesto dalla normativa o dallo standard di riferimento (in genere 2-5 anni).

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004

Piano di Disinfestazione

Documentazione

Documento operativo che descrive le misure di prevenzione e controllo degli infestanti (insetti, roditori, blatte, uccelli) nello stabilimento alimentare. Comprende: planimetria con postazioni esca numerate, schede di sicurezza dei biocidi, procedure di monitoraggio, registro degli interventi, formazione del personale, qualifica della ditta esterna. È un PRP obbligatorio. Le ispezioni ASL e gli auditor BRC/IFS verificano sempre il piano DDD aggiornato.

Riferimenti normativi: Reg. UE 528/2012 · Reg. CE 852/2004
Termini correlati: DDD, PRP

Piano di Sanificazione

Documentazione

Documento operativo che descrive le procedure di pulizia e disinfezione di locali, attrezzature, superfici a contatto con alimenti e superfici non a contatto. Per ciascuna voce indica: cosa pulire, con quale prodotto (concentrazione), con quale tempo di contatto e temperatura, con quale frequenza, da chi, come verificare l'efficacia (visiva, ATP, tamponi). Va validato (efficacia) e verificato (corretta applicazione). È un PRP fondamentale e oggetto frequente di non conformità in audit.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004
Piano di sanificazione

Piano HACCP

Documentazione

Documento strutturato che descrive il sistema HACCP applicato all'attività alimentare: descrizione prodotti e usi previsti, diagrammi di flusso, analisi dei pericoli, identificazione CCP, limiti critici, piano di monitoraggio, azioni correttive, procedure di verifica, sistema di documentazione. Va integrato con i PRP. Deve essere aggiornato a ogni modifica significativa (nuovo prodotto, nuovo processo, nuova attrezzatura, nuova normativa) e validato/verificato periodicamente. È il documento principale richiesto in ispezione ASL.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Codex Alimentarius
Termini correlati: HACCP, Diagramma di Flusso, CCP, PRP
Come fare un piano HACCP

Temperature(9 termini)

Abbattimento Termico

Temperature

Processo di raffreddamento rapido degli alimenti cotti da +60°C a +10°C in meno di due ore, mediante abbattitore di temperatura. L'abbattimento previene la proliferazione batterica nella zona di pericolo (4-60°C) e consente il successivo stoccaggio refrigerato in sicurezza. È obbligatorio per la ristorazione che produce alimenti destinati al consumo differito (catering, gastronomie, mense). Va distinto dalla surgelazione, che porta il prodotto sotto i -18°C. Il ciclo di abbattimento deve essere registrato e tracciato come parte del piano HACCP, indicando temperature di partenza e finale, durata del ciclo e identificazione del lotto trattato.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Linee guida ISS
Guida completa abbattimento

Catena del Freddo

Temperature

Sequenza ininterrotta di operazioni di refrigerazione e congelamento dalla produzione al consumo, finalizzata a mantenere ogni alimento entro un intervallo di temperatura idoneo a preservarne sicurezza e qualità. La rottura della catena del freddo, anche temporanea, può attivare la moltiplicazione di patogeni psicrotrofi (Listeria) o accelerare il deterioramento. I limiti operativi tipici: surgelati ≤-18°C, gelati ≤-18°C (con tolleranze in trasporto), latticini freschi ≤+4°C, carni ≤+4°C, pesce fresco ≤+2°C su ghiaccio fondente.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004 · D.Lgs 110/1992
Mantenere la catena del freddo

Cottura al Cuore

Temperature

Temperatura raggiunta nel punto più freddo dell'alimento durante la cottura, parametro tipicamente utilizzato come limite critico di un CCP. Le linee guida operative più diffuse: pollame e prodotti macinati 75°C per almeno alcuni secondi, pesce 65°C per 15 secondi, carne suina 70°C, uova fino al rassodamento di tuorlo e albume. La verifica si effettua con termometro a sonda calibrato e va registrata. Per cotture sottovuoto (sous-vide) si utilizzano binomi tempo-temperatura più bassi e prolungati con effetto pastorizzante equivalente.

Riferimenti normativi: Linee guida ISS cottura
Termini correlati: CCP, Pastorizzazione, Salmonella

Hot Holding (>65°C)

Temperature

Mantenimento a caldo: conservazione di alimenti cotti a temperatura ≥65°C al cuore in attesa della somministrazione, per impedire la moltiplicazione di patogeni vegetativi e la germinazione di spore di batteri sporigeni come Bacillus cereus e Clostridium perfringens. Tipico nelle mense, buffet, ristorazione collettiva e self-service. La temperatura va misurata con sonda calibrata e registrata. Tempo massimo consigliato: 2-4 ore. Oltre tale tempo l'alimento va riconsumato, abbattuto o eliminato.

Riferimenti normativi: Linee guida ISS ristorazione collettiva

HTST (High Temperature Short Time)

Temperature

Pastorizzazione ad alta temperatura per breve tempo: trattamento termico rapido (tipicamente 72-75°C per 15-20 secondi nel latte) che inattiva i patogeni vegetativi mantenendo le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto. Si applica a latte, succhi di frutta, birra, panna, base gelato. Va distinta dalla LTLT (Low Temperature Long Time, 63°C per 30 minuti) e dalla UHT (Ultra High Temperature, 135-150°C per pochi secondi).

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004 allegato III sez. IX
Termini correlati: Pastorizzazione, UHT, Sterilizzazione

Refrigerazione

Temperature

Conservazione degli alimenti a temperature comprese tra 0°C e +8°C per rallentare la moltiplicazione microbica e i processi degradativi senza congelare il prodotto. Le temperature operative dipendono dalla matrice: pesce fresco ≤2°C, latticini freschi ≤4°C, carni ≤4°C, frutta e verdura 4-8°C, alimenti pronti al consumo ≤4°C. La refrigerazione non elimina i patogeni e non blocca i microrganismi psicrotrofi (Listeria). Fondamentale registrare le temperature delle celle.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004

Surgelazione

Temperature

Processo di abbattimento rapido della temperatura dell'alimento al di sotto di -18°C con attraversamento veloce dell'intervallo di massima cristallizzazione (-1/-7°C) per formare cristalli di ghiaccio piccoli che non danneggiano la struttura cellulare. Disciplinata in Italia dal D.Lgs 110/1992. Va distinta dal congelamento (più lento). I prodotti surgelati devono mantenere ≤-18°C in tutta la filiera. La fase finale di scongelamento va condotta in frigorifero.

Riferimenti normativi: D.Lgs 110/1992

Temperatura di Pericolo

Temperature

Intervallo di temperatura compreso tra +4°C e +60°C (in alcune fonti +5/+63°C) in cui i batteri patogeni mesofili si moltiplicano rapidamente, raddoppiando in poche ore. Le linee guida operative impongono che gli alimenti non rimangano in zona di pericolo più di 2 ore in totale lungo tutta la filiera (dalla produzione al consumo). Il rispetto della catena del freddo (≤4°C) e del mantenimento a caldo (≥60°C) sono i CCP che gestiscono questo rischio.

Riferimenti normativi: Linee guida ISS

UHT (Ultra High Temperature)

Temperature

Trattamento termico di sterilizzazione applicato in continuo a prodotti liquidi (latte, panna, succhi, prodotti a base di pomodoro) a temperatura compresa tra 135°C e 150°C per pochi secondi, seguito da raffreddamento rapido e confezionamento asettico. Il prodotto UHT può essere conservato a temperatura ambiente per mesi (per il latte tipicamente 90 giorni). Si distingue dalla pastorizzazione HTST (72-75°C) per livello di inattivazione microbica e per la conservabilità.

Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004 allegato III sez. IX
Termini correlati: Pastorizzazione, HTST, Sterilizzazione

Igiene e Sanificazione(6 termini)

DDD (Disinfestazione, Disinfezione, Derattizzazione)

Igiene e Sanificazione

Acronimo che identifica le tre attività di controllo infestanti nelle strutture alimentari: disinfestazione (insetti volanti e striscianti), disinfezione (microrganismi su superfici e ambienti), derattizzazione (roditori). È un PRP obbligatorio: serve un piano scritto con planimetria delle postazioni esca, registro interventi, schede di sicurezza dei prodotti utilizzati, abilitazione della ditta esterna. Il Reg. UE 528/2012 disciplina i biocidi. Le ispezioni ASL verificano sempre la presenza del registro DDD aggiornato.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Reg. UE 528/2012
Piano DDD

Disinfettante

Igiene e Sanificazione

Prodotto chimico capace di ridurre i microrganismi vivi su superfici inanimate a livelli ritenuti sicuri. Per essere utilizzato in aree di produzione alimentare deve essere autorizzato come Presidio Medico Chirurgico o, dal 2013, come biocida ai sensi del Reg. UE 528/2012 (PT4 - settore alimentare). Le principali famiglie sono: cloroderivati, perossidi, alcoli, sali quaternari di ammonio, acidi organici. Vanno utilizzati a concentrazione, temperatura e tempo di contatto previsti in scheda tecnica e dopo adeguata pulizia (lo sporco organico li disattiva).

Riferimenti normativi: Reg. UE 528/2012

DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)

Igiene e Sanificazione

Equipaggiamenti che il personale alimentare indossa per proteggere sé stesso o l'alimento da contaminazioni: camice, copricapo, mascherine, guanti monouso, calzature dedicate. La normativa di riferimento è il D.Lgs 81/2008 per la sicurezza del lavoratore e il Reg. CE 852/2004 per la protezione del prodotto. Vanno cambiati con frequenza adeguata, sanificati o smaltiti, e differenziati per area (alto rischio vs basso rischio).

Riferimenti normativi: D.Lgs 81/2008 · Reg. CE 852/2004

Pulizia

Igiene e Sanificazione

Rimozione meccanica e chimica di sporco visibile (residui alimentari, grasso, polvere) da superfici e attrezzature. Si distingue dalla disinfezione (riduzione microrganismi) e dalla sanificazione (pulizia + disinfezione). Avviene in 5 fasi: pre-pulizia (rimozione grossolana), lavaggio con detergente, risciacquo, disinfezione, risciacquo finale (per superfici a contatto). I detergenti si distinguono in alcalini (per grasso), acidi (per incrostazioni minerali) e neutri.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004
Termini correlati: Sanificazione, Disinfettante, PRP

Quaternari di Ammonio

Igiene e Sanificazione

Famiglia di sali quaternari di ammonio (QAC, es. cloruro di benzalconio, didecildimetilammonio cloruro) ampiamente utilizzati come disinfettanti nelle attività alimentari per la loro efficacia su batteri Gram-positivi, lieviti e muffe, la bassa tossicità, la persistenza dell'azione. Limitazioni: minore efficacia su Gram-negativi e spore, possibile sviluppo di resistenze, residualità (richiede risciacquo). Autorizzati come biocidi PT4 ai sensi del Reg. UE 528/2012. Vanno alternati con altri principi attivi per prevenire selezione di ceppi resistenti.

Riferimenti normativi: Reg. UE 528/2012
Termini correlati: Disinfettante, Sanificazione

Sanificazione

Igiene e Sanificazione

Processo combinato di pulizia (rimozione dello sporco) e disinfezione (riduzione dei microrganismi a livelli sicuri) delle superfici, delle attrezzature e degli ambienti di lavorazione alimentare. Avviene in 5 fasi codificate: pre-pulizia, lavaggio con detergente, risciacquo, disinfezione, risciacquo finale. Va pianificata, eseguita, verificata e registrata. L'efficacia si valuta con ispezione visiva, test ATP, tamponi microbiologici. È uno dei PRP più importanti.

Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004

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