Attestato HACCP
NormativaCertificato che attesta il completamento di un corso di formazione obbligatorio sulla sicurezza alimentare e sui principi HACCP. È previsto dal Reg. CE 852/2004 e disciplinato a livello regionale: la durata, la frequenza di rinnovo (in genere 2-5 anni) e i contenuti minimi variano in base alle delibere regionali. Esistono tipicamente due livelli: addetto che manipola alimenti e responsabile dell'industria alimentare. La mancata formazione del personale comporta sanzioni amministrative e responsabilità in caso di tossinfezione.
Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 allegato II cap. XII · Accordo Stato-Regioni
Termini correlati: Responsabile HACCP,
OSA Quanto dura un attestato →Autorizzazione Sanitaria
NormativaProvvedimento (oggi sostituito in molti casi dalla notifica/SCIA) con cui l'autorità sanitaria attestava la conformità di un'attività alimentare ai requisiti igienico-sanitari prima dell'avvio. Per le attività che producono alimenti di origine animale destinati al mercato comunitario è ancora richiesto il riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004 (bollo CE). Per le attività di sola somministrazione e vendita (bar, ristoranti, alimentari) è invece sufficiente la SCIA con notifica all'ASL.
Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 · Reg. CE 853/2004
Codex Alimentarius
NormativaRaccolta di standard internazionali, codici di buona pratica, linee guida e raccomandazioni adottata dalla Codex Alimentarius Commission, organismo intergovernativo istituito nel 1963 da FAO e OMS. I documenti del Codex sono il riferimento globale per la sicurezza alimentare e sono considerati base scientifica nei contenziosi WTO. Il documento CAC/RCP 1-1969 'General Principles of Food Hygiene' è il riferimento mondiale per il sistema HACCP. L'UE recepisce sostanzialmente i principi del Codex nei propri regolamenti.
Riferimenti normativi: CAC/RCP 1-1969
Conservante
NormativaAdditivo alimentare utilizzato per prolungare la shelf-life inibendo la crescita di microrganismi alteranti o patogeni. Devono essere autorizzati ed elencati nel Reg. UE 1129/2011 con il loro numero E. Esempi: nitriti (E249-E250) negli insaccati contro botulino, sorbati (E200-E203) in panificazione contro muffe, solfiti (E220-E228) nei vini, benzoati (E210-E213) nelle bevande. La quantità massima utilizzabile (LMR) e le categorie di alimenti consentite sono fissate per ciascun additivo.
Riferimenti normativi: Reg. UE 1129/2011
D.Lgs 193/2007
NormativaDecreto Legislativo italiano del 6 novembre 2007 che recepisce la Direttiva 2004/41/CE e disciplina le sanzioni amministrative per le violazioni dei regolamenti europei in materia di igiene alimentare (Reg. CE 852/2004, 853/2004, 854/2004 oggi sostituito dal Reg. UE 2017/625). Le sanzioni vanno da poche centinaia a 60.000 euro per le violazioni più gravi. Esempio: la mancata implementazione delle procedure HACCP è punita con sanzione da 1.000 a 6.000 euro; assenza di formazione del personale 750-4.500 euro.
Riferimenti normativi: D.Lgs 193/2007
Termini correlati: Reg. CE 852/2004,
ASL DOP (Denominazione di Origine Protetta)
NormativaMarchio europeo di qualità (Reg. UE 1151/2012) attribuito a prodotti agroalimentari le cui qualità o caratteristiche dipendono essenzialmente dall'ambiente geografico di origine, e la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono integralmente in una zona delimitata. Esempi italiani: Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP. Il rispetto del disciplinare è verificato da un organismo di controllo (OdC) autorizzato dal Mipaaf.
Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: IGP,
STG,
OdC Etichettatura
NormativaInsieme delle informazioni obbligatorie che devono accompagnare l'alimento al consumatore: denominazione, lista ingredienti con allergeni evidenziati, quantità netta, TMC/scadenza, condizioni di conservazione, nome e sede dell'OSA, paese d'origine, dichiarazione nutrizionale, lotto. Disciplinata dal Reg. UE 1169/2011 (FIC) e dal D.Lgs 231/2017 per le sanzioni. Un'etichettatura non conforme è una delle violazioni più contestate e può comportare ritiro/richiamo del prodotto e sanzioni fino a 16.000 euro.
Riferimenti normativi: Reg. UE 1169/2011 · D.Lgs 231/2017
Etichettatura alimentare →IGP (Indicazione Geografica Protetta)
NormativaMarchio europeo di qualità (Reg. UE 1151/2012) attribuito a prodotti agroalimentari di cui almeno una fase tra produzione, trasformazione o elaborazione avviene in una determinata zona geografica. Requisito meno stringente rispetto alla DOP. Esempi italiani: Bresaola della Valtellina IGP, Mortadella Bologna IGP, Pomodoro di Pachino IGP. Il rispetto del disciplinare è verificato da un OdC autorizzato dal Ministero dell'Agricoltura.
Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: DOP,
STG,
OdC Lotto
NormativaInsieme delle unità di vendita di un alimento prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche. L'identificazione del lotto è obbligatoria (D.Lgs 109/1992 e Reg. UE 1169/2011) e va riportata in etichetta preceduta dalla lettera 'L', salvo i casi in cui il TMC/scadenza permette già di identificarlo. È elemento chiave della tracciabilità e della rintracciabilità: in caso di richiamo permette di circoscrivere il prodotto coinvolto.
Riferimenti normativi: D.Lgs 109/1992 · Reg. UE 1169/2011
Marcatura CE
NormativaBollo sanitario rilasciato dall'autorità competente agli stabilimenti di produzione di alimenti di origine animale (carni, pesce, latte, uova) riconosciuti ai sensi del Reg. CE 853/2004. Il bollo, di forma ovale, contiene il codice paese (IT) e il numero di riconoscimento dello stabilimento. È prerequisito per l'immissione sul mercato comunitario di tali prodotti. Va distinta dalla marcatura CE applicata a prodotti industriali (giocattoli, dispositivi medici) per la libera circolazione.
Riferimenti normativi: Reg. CE 853/2004
MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti)
NormativaMateriali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti durante la produzione, il trasporto, la conservazione, la preparazione o la somministrazione. Disciplinati dal Reg. CE 1935/2004 (quadro generale) e dal Reg. UE 2023/2006 (GMP MOCA). Devono essere inerti, non rilasciare sostanze in quantità superiori ai limiti di migrazione (LMS, LMG), riportare il logo della tazzina+forchetta o la dicitura 'per alimenti', essere accompagnati da Dichiarazione di Conformità (DoC).
Riferimenti normativi: Reg. CE 1935/2004 · Reg. UE 2023/2006
Termini correlati: GMP,
Pericolo Chimico MOCA cosa significa →Notifica Sanitaria
NormativaComunicazione obbligatoria che ogni OSA deve presentare all'autorità competente (ASL/SUAP) prima di iniziare l'attività ai sensi del Reg. CE 852/2004 art. 6. In Italia è generalmente integrata nella SCIA. Comprende dati identificativi dell'impresa, ubicazione, tipo di attività, prodotti trattati. Va aggiornata in caso di modifiche significative (cambio attività, ampliamento, cessazione). La mancata notifica comporta sanzioni amministrative e in alcune Regioni la chiusura dell'attività.
Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004 art. 6 · D.Lgs 193/2007
Termini correlati: SCIA,
ASL,
OSA OGM (Organismo Geneticamente Modificato)
NormativaOrganismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo non naturale tramite ingegneria genetica. Negli alimenti UE l'autorizzazione all'immissione sul mercato è subordinata alla valutazione EFSA. Il Reg. CE 1829/2003 e 1830/2003 impongono etichettatura obbligatoria se OGM presenti >0.9% (soglia di tolleranza per contaminazione tecnicamente inevitabile). Sui mangimi vige obbligo analogo. Numerosi prodotti DOP/IGP italiani prevedono il divieto di OGM nei disciplinari.
Riferimenti normativi: Reg. CE 1829/2003 · Reg. CE 1830/2003
Reg. CE 178/2002
NormativaRegolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'EFSA e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare. Pilastri principali: principio di precauzione, responsabilità dell'OSA, tracciabilità (art. 18), obbligo di ritiro/richiamo (art. 19), obbligo di notifica all'autorità competente in caso di rischi. È la 'costituzione' della sicurezza alimentare europea.
Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002
Reg. CE 852/2004
NormativaRegolamento sull'igiene dei prodotti alimentari, applicabile a tutti gli operatori del settore alimentare europeo. Stabilisce requisiti generali di igiene per locali, attrezzature, personale, fornitura di acqua, formazione, controllo infestanti, gestione rifiuti. Impone l'obbligo di implementare procedure permanenti basate sui principi HACCP (art. 5) e l'obbligo di notifica delle attività all'autorità competente (art. 6). L'allegato II è il riferimento operativo per le buone pratiche igieniche.
Riferimenti normativi: Reg. CE 852/2004
Rintracciabilità
NormativaCapacità di ricostruire a ritroso, in caso di necessità, la storia di un prodotto alimentare risalendo dai prodotti finiti ai fornitori delle materie prime (one step back / one step forward). È l'attuazione operativa della tracciabilità ed è obbligatoria ai sensi del Reg. CE 178/2002 art. 18. Richiede registrazione di lotti, fornitori, clienti, quantità, date. Si verifica con esercitazioni periodiche di rintracciabilità (mock recall) entro tempi obiettivo (tipicamente 4 ore).
Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 18
SCC (Standard Contractual Clauses GDPR)
NormativaStandard Contractual Clauses: clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione Europea (Decisione 2021/914) per i trasferimenti di dati personali al di fuori dello Spazio Economico Europeo, ai sensi dell'art. 46 GDPR. Rilevanti per le imprese alimentari che utilizzano software cloud HACCP o di tracciabilità ospitati extra-UE (USA, Asia). Vanno integrate da una valutazione di impatto sui trasferimenti (TIA) post-Schrems II.
Riferimenti normativi: Reg. UE 2016/679 GDPR · Decisione UE 2021/914
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
NormativaProcedura amministrativa che consente all'OSA di avviare immediatamente l'attività alimentare presentando una dichiarazione (corredata di documentazione) al SUAP del Comune, senza attendere l'autorizzazione preventiva. La SCIA integra la notifica sanitaria all'ASL. La PA ha 60 giorni per verificare i requisiti e, in caso di carenze, può sospendere l'attività. Si applica alla maggior parte delle attività di somministrazione, gastronomia, vendita; per alcuni stabilimenti è invece richiesto il riconoscimento ai sensi del Reg. CE 853/2004.
Riferimenti normativi: L. 241/1990 art. 19 · D.Lgs 222/2016
Sottoprodotti SOA
NormativaSottoprodotti di Origine Animale non destinati al consumo umano, classificati in tre categorie di rischio dal Reg. CE 1069/2009 e dal Reg. UE 142/2011: Cat. 1 (alto rischio, MSR-BSE, da incenerire), Cat. 2 (rischio medio, da trasformare), Cat. 3 (basso rischio, scarti di macellazione di animali sani, possono essere usati per mangimi e biogas). Per gli OSA è importante separare e smaltire correttamente i SOA secondo registrazione presso ASL e ditta autorizzata.
Riferimenti normativi: Reg. CE 1069/2009 · Reg. UE 142/2011
Termini correlati: BSE,
OSA STG (Specialità Tradizionale Garantita)
NormativaMarchio europeo (Reg. UE 1151/2012) che tutela un prodotto agroalimentare ottenuto secondo un metodo di produzione, una trasformazione o una composizione tradizionale, indipendentemente dalla sua zona geografica. Esempi: Mozzarella STG, Pizza Napoletana STG. È il riconoscimento meno stringente rispetto a DOP e IGP perché non vincola alla zona di origine ma solo al metodo. Il rispetto del disciplinare è verificato da un OdC autorizzato.
Riferimenti normativi: Reg. UE 1151/2012
Termini correlati: DOP,
IGP,
OdC Tracciabilità
NormativaCapacità di seguire la storia, l'applicazione o l'ubicazione di un alimento, mangime o ingrediente attraverso tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. Obbligatoria ai sensi del Reg. CE 178/2002 art. 18 con il principio 'one step back / one step forward'. Si realizza con sistemi di codifica dei lotti, registrazione di fornitori e clienti, documentazione di trasporto. È prerequisito per le procedure di ritiro e richiamo. Distinta dalla rintracciabilità (esercizio operativo della tracciabilità).
Riferimenti normativi: Reg. CE 178/2002 art. 18
Tracciabilità alimentare →