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CCP - Critical Control Point (Punto Critico di Controllo)

Il CCP è la fase del processo in cui un controllo specifico previene, elimina o riduce a livelli accettabili un pericolo significativo per la sicurezza alimentare.

Definizione tecnica di CCP secondo Codex Alimentarius

Il Critical Control Point (CCP), in italiano Punto Critico di Controllo, è definito dal Codex Alimentarius CAC/RCP 1-1969 Rev. 4-2003 come "una fase in cui può essere applicato un controllo essenziale per prevenire o eliminare un pericolo per la sicurezza degli alimenti o per ridurlo a un livello accettabile". I CCP costituiscono il cuore del sistema HACCP e sono il secondo dei sette principi fondamentali stabiliti dal Codex.

Differenza tra CCP e CP (Control Point)

Non tutti i punti di controllo sono CCP. Un CP (Control Point) è una fase in cui si esercita un controllo di qualità o di processo, ma la perdita di controllo non comporta necessariamente un rischio inaccettabile per la salute. Un CCP, invece, è caratterizzato da:

  • Pericolo significativo identificato nell'analisi dei pericoli (principio 1)
  • Possibilità reale di applicare una misura di controllo
  • Assenza di fasi successive in grado di eliminare o ridurre il pericolo
  • Esistenza di un limite critico misurabile e validato

Identificazione dei CCP: l'albero decisionale

Il Codex Alimentarius propone un albero decisionale (decision tree) composto da quattro domande sequenziali:

  • Q1: Esistono misure preventive per il pericolo identificato?
  • Q2: La fase è specificamente concepita per eliminare o ridurre il pericolo a livelli accettabili?
  • Q3: La contaminazione può aumentare oltre i livelli accettabili?
  • Q4: Una fase successiva eliminerà il pericolo o lo ridurrà a livelli accettabili?

Esempi di CCP nei processi alimentari

I CCP più comuni nell'industria alimentare italiana includono:

  • Cottura: temperatura al cuore minima 75°C per pollame e carni macinate
  • Pastorizzazione del latte: 72°C per 15 secondi (HTST)
  • Refrigerazione: mantenimento sotto 4°C per prodotti deperibili
  • Metal detector: rilevamento di contaminanti fisici metallici
  • Acidificazione: pH inferiore a 4,6 per conserve in barattolo

Monitoraggio e documentazione

Ogni CCP deve essere monitorato continuamente o a frequenza definita, con registrazione documentale. Il monitoraggio risponde a quattro domande: chi controlla, cosa si misura, quando e come. L'OSA (Operatore del Settore Alimentare) deve conservare i registri per almeno 12 mesi, salvo prescrizioni più restrittive del Regolamento (CE) 852/2004.

CCP e legislazione italiana

Il Regolamento (CE) 852/2004, art. 5, impone agli OSA di "predisporre, attuare e mantenere una procedura permanente basata sui principi del sistema HACCP". L'identificazione corretta dei CCP è oggetto di verifica durante i controlli ufficiali da parte di ASL e NAS, ai sensi del Regolamento (UE) 2017/625.

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Voci correlate

Domande Frequenti

Quanti CCP deve avere un piano HACCP?

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Non esiste un numero fisso. Un ristorante medio identifica tipicamente 2-4 CCP (cottura, refrigerazione, ricezione merci). Più CCP non significa piano migliore: ogni CCP deve essere giustificato dall'analisi dei pericoli.

Differenza tra CCP e oPRP?

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L'oPRP (Operational Prerequisite Programme), introdotto dalla ISO 22000, controlla pericoli significativi che non richiedono limiti critici misurabili come i CCP. Esempio: igiene del personale è oPRP, cottura è CCP.

Chi decide cosa è CCP?

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Il team HACCP dell'azienda, sulla base dell'analisi dei pericoli e dell'albero decisionale Codex. La responsabilità finale è dell'OSA (titolare/legale rappresentante).

Cosa succede se un CCP perde il controllo?

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Si attiva l'azione correttiva (principio 5 HACCP): isolamento del prodotto, valutazione, decisione su destino (riprocessazione, declassamento, distruzione) e analisi delle cause.

Un metal detector è sempre CCP?

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Solo se l'analisi dei pericoli identifica la contaminazione metallica come pericolo significativo e nessuna fase successiva può rilevarla. In caso contrario è un PRP o oPRP.