Normative

Cosa deve contenere il manuale HACCP?

TL;DR — Risposta breve

Il manuale HACCP deve contenere 12 sezioni obbligatorie: dati attività, organigramma e team HACCP, descrizione prodotto e destinazione d'uso, diagramma di flusso, analisi dei pericoli (biologici, chimici, fisici, allergeni), identificazione CCP con albero decisionale, limiti critici, monitoraggio, azioni correttive, verifiche, registrazioni, programma di prerequisiti (PRP/SSOP) e piano di formazione. Quanto richiesto dal Reg. CE 852/2004 e D.Lgs. 193/2007 è esattamente la struttura del Codex Alimentarius (CAC/RCP 1-1969 rev. 2003). Mancanze gravi (es. assenza CCP) portano a sanzioni €1.000-€6.000 e a sospensione attività. Il manuale è il riferimento operativo: deve essere chiaro, sintetico e applicabile in cucina.

Sezione 1 — Dati attività: ragione sociale, sede operativa, codice ATECO, partita IVA, numero SCIA, contatti, legale rappresentante, data inizio attività, foto/planimetria.

Sezione 2 — Organigramma e team HACCP: titolare, responsabile HACCP, addetti, mansioni, sostituti. Almeno 1 persona deve avere formazione documentata di livello responsabile.

Sezione 3 — Descrizione prodotto e destinazione d'uso: lista prodotti finiti, ingredienti, modalità di conservazione, shelf life, target consumatore (popolazione generale o categorie sensibili come bambini, anziani, immunocompromessi).

Sezione 4 — Diagramma di flusso: rappresentazione schematica delle fasi (ricevimento, stoccaggio, lavorazione, cottura, raffreddamento, conservazione, somministrazione). Va validato in loco.

Sezione 5 — Analisi dei pericoli: per ogni fase si elencano i pericoli biologici (Salmonella, Listeria, Campylobacter, E. coli, Bacillus cereus, anisakis), chimici (residui, micotossine, allergeni), fisici (frammenti vetro/metallo) e si valuta probabilità × gravità.

Sezione 6 — Identificazione CCP: si applica l'albero decisionale Codex (4 domande) per stabilire se una fase è punto critico di controllo. In ristorazione i CCP tipici sono cottura (>75°C al cuore), refrigerazione (0-+4°C), abbattimento (90'/+3°C), congelamento anisakis (-20°C/24h).

Sezione 7 — Limiti critici: valori misurabili che separano accettabile da inaccettabile. Devono essere oggettivi (temperatura, tempo, pH, aw), non soggettivi.

Sezione 8 — Monitoraggio: chi misura, cosa, come, quando, con quale strumento (termometro tarato), e dove registra (registro temperature giornaliero).

Sezione 9 — Azioni correttive: cosa fare se il limite è superato (es. riprendere cottura, scartare prodotto, ricalibrare frigo). Si registrano data, prodotto, azione, responsabile.

Sezione 10 — Verifiche: audit interni periodici, tarature strumenti, analisi microbiologiche, ispezioni di superfici e mani.

Sezione 11 — Registrazioni: registro temperature, registro sanificazione, registro formazione, registro lotti/tracciabilità, registro non-conformità, registro infestanti.

Sezione 12 — PRP/SSOP e formazione: pulizia e sanificazione, lotta infestanti, manutenzione impianti, controllo fornitori, igiene personale, formazione (con frequenza).

Riferimenti normativi

  • Reg. CE 852/2004 — Allegato II
  • Codex Alimentarius CAC/RCP 1-1969 rev. 2003 — 7 principi HACCP
  • D.Lgs. 193/2007 — sanzioni
  • Reg. CE 178/2002 — tracciabilità

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