Lezione 5 di 10·11 min di lettura

Igiene del Personale in Cucina

Il personale è la principale fonte di contaminazione potenziale degli alimenti. Igiene personale corretta = primo CCP di ogni attività. In questa lezione vediamo le procedure di lavaggio mani, abbigliamento, gestione di ferite e malattie.

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Disclaimer. Questa lezione ha finalità didattico-introduttive. Il corso GRATUITO nel suo complesso non rilascia attestato HACCP legalmente valido per la legge italiana: per l’attestato serve un corso accreditato dalla tua Regione (Reg. CE 852/2004 + DGR regionali).

Lavaggio delle mani: la procedura corretta

Il lavaggio delle mani è la singola misura igienica più efficace nella prevenzione delle tossinfezioni alimentari. Una procedura corretta dura 40–60 secondi e segue questi passaggi: 1) inumidire le mani con acqua tiepida; 2) applicare sapone liquido (NON saponette ad uso comune); 3) strofinare palmi, dorsi, tra le dita, polpastrelli, polsi; 4) prestare attenzione a unghie e cuticole; 5) risciacquare; 6) asciugare con carta monouso; 7) chiudere il rubinetto con la carta usata.

Procedura passo passo del lavaggio delle mani in 6 fasi
I 6 passaggi del lavaggio efficace delle mani secondo OMS

Quando lavarsi le mani

  • All’inizio del turno e dopo la pausa
  • Dopo aver usato il bagno
  • Dopo aver toccato carne, pesce, uova crude (passaggio a prodotti pronti)
  • Dopo aver toccato superfici sporche, rifiuti, denaro
  • Dopo aver tossito, starnutito, soffiato il naso
  • Dopo aver fumato (in pause esterne) e prima di rientrare
  • Dopo aver toccato capelli, viso, ferite

Il lavandino in cucina deve essere DEDICATO al personale: lavabo separato da quello per gli alimenti, con sapone liquido, asciugamani monouso (no asciugamani in tessuto, no asciugatori ad aria calda in zona di lavorazione), preferibilmente con rubinetto a pedale o a fotocellula.

Divisa da lavoro

L’abbigliamento da lavoro non è un dettaglio estetico ma una barriera di sicurezza. La divisa standard prevede: giacca o casacca da lavoro (preferibilmente bianca per individuare lo sporco), pantaloni dedicati, scarpe antiscivolo dedicate (mai usate per andare al lavoro), copricapo che raccoglie completamente i capelli, grembiule da sostituire più volte al giorno, mascherina nelle lavorazioni a rischio.

  • La divisa va indossata SOLO in cucina: cambio in spogliatoio
  • Pulizia: lavaggio quotidiano a 60°C minimo
  • Cambio: durante il turno se si sporca con prodotti potenzialmente contaminanti
  • Mai uscire in divisa per portare rifiuti o fumare

Gioielli, orologi, smalto

Anelli, bracciali, orologi, smartwatch sono vietati durante la manipolazione degli alimenti: trattengono sporco e batteri, possono cadere e diventare pericolo fisico. Lo smalto e le unghie ricostruite sono vietati perché possono scheggiarsi e finire negli alimenti. Le unghie devono essere corte, pulite, senza smalto. La fede liscia è tollerata in alcuni regolamenti aziendali ma è prudente toglierla.

Capelli, barba, trucco

I capelli devono essere completamente raccolti dal copricapo. Anche capelli corti maschili richiedono copricapo: i peli cadono e gli ispettori controllano questo dettaglio. La barba lunga richiede barbacopri (mascherine apposite). Il trucco va minimizzato: cosmetici grassi e profumati possono migrare negli alimenti.

Gestione ferite, tagli, cerotti

Tagli e ferite alle mani sono inevitabili in cucina. La procedura è: 1) interrompere il lavoro; 2) lavare e disinfettare la ferita; 3) applicare cerotto IMPERMEABILE e di COLORE VIVACE (azzurro o blu) — il colore serve per essere immediatamente individuato se cade in un piatto; 4) coprire con guanto monouso; 5) sostituire cerotto e guanto se umidi; 6) registrare l’evento se la ferita compromette la lavorazione.

Il cerotto blu/azzurro è uno standard internazionale dell’industria alimentare proprio perché nessun alimento è naturalmente blu: se cade nel piatto è immediatamente visibile.

Malattie e infezioni: quando NON lavorare

Il Reg. CE 852/2004 (allegato II, capitolo VIII) impone che chi soffre di malattie potenzialmente trasmissibili attraverso gli alimenti, o portatore di tali malattie, NON deve essere autorizzato a manipolare alimenti. Le condizioni che richiedono allontanamento sono: gastroenterite (vomito, diarrea), febbre, infezioni cutanee non coperte, faringiti streptococciche, epatite A, salmonellosi accertata.

L’operatore deve segnalare al titolare la propria condizione e astenersi dal lavoro a contatto con alimenti fino a guarigione (o, in casi specifici come Salmonella, fino a tampone negativo). Il titolare ha l’obbligo di non far lavorare operatori a rischio: la mancata vigilanza è una responsabilità diretta dell’OSA.

Visita medica e formazione

In Italia, dopo l’abolizione del libretto sanitario (L. 30 aprile 1962, n. 283 abrogata in molte regioni), la visita medica per gli alimentaristi non è più nazionalmente obbligatoria: alcune Regioni (Lombardia, Sicilia, Lazio) prevedono comunque sorveglianza sanitaria specifica. La formazione HACCP è invece sempre obbligatoria con attestato regionale.

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